
PIETRO BARTOLO
Giovedì 30 Luglio 2026

EMERGENCY
Giovedì 30 Luglio 2026

FRANCESCO FERRINI
Venerdì 31 Luglio 2026

BEATI I COSTRUTTORI DI PACE
Venerdì 31 Luglio 2026

ABITARE LA PACE
Sabato 1 Agosto 2026

JACOPO FO
Domenica 2 Agosto 2026
Di formazione psicologo lavora fin da giovane nel settore della salute mentale e nel teatro come regista, autore e pedagogo. Dopo numerose esperienze artistiche si dedica alla pratica dello yoga e allo studio delle discipline olistiche. Negli anni novanta fa parte di un gruppo di lavoro sull’insegnamento di Gurdjieff e pratica per alcuni anni i Movimenti e le danze sacre con l’insegnante Margit Martinu. Sotto la sua direzione partecipa alle prime presentazioni pubbliche dei movimenti. Coniugando le numerose esperienze fatte sul lavoro energetico, propone da alcuni anni (con la collaborazione della compagna Cristina Bravini) un laboratorio permanente sulla pratica dei movimenti e delle danze sacre di Gurdjieff
Il Castagneto Didattico AUSF, avviato nel 2021 a Orsigna (San Marcello Pistoiese, Appennino
Pistoiese), è il progetto più strutturato dell’Associazione Universitaria Studenti Forestali (AUSF) di
Firenze.
L’AUSF è una realtà attiva e riconosciuta dell’Ateneo fiorentino, con 120 membri, tra cui 89
studenti del DAGRI e della Scuola di Agraria, oltre a dottorandi, borsisti, ricercatori e docenti.
Il castagneto è un laboratorio didattico-gestionale dove gli studenti applicano conoscenze teoriche
e competenze pratiche, approfondendo gli aspetti ecologici, produttivi e culturali legati alla
castanicoltura e alla gestione sostenibile del territorio montano.
Bernard e Alessandro si conoscono nel 2004 e scoprono il comune interesse per il teatro
e decidono di realizzare un progetto artistico che vedrà la nascita nel 2005 della
Associazione Culturale Teatrolà. Lavorano insieme a più progetti di spettacoli per adulti
e ragazzi usando il teatro di figura come base per la creazione artistica. Fanno anche
video e documentari e collaborano con artisti italiani e internazionali.
La nostra camminata ci conduce alla sorgente dello Stellaio, chiudendo un cerchio iniziato venerdì con l’acqua. La sorgente, simbolo di origine e movimento, ci richiama alla nostra presenza qui e ora. Stare nella natura, in questo momento, significa riconnetterci con essa, con chi vive e lavora in montagna, e con noi stessi. È un invito a prendersi cura, a restare e a vivere appieno ogni istante di questa esperienza immersiva.
distanza: 9 km circa
dislivello: +600 circa
tempo in cammino escluse le soste: 4 ore circa
In questo giorno, la nostra camminata diventa un trekking che ci lega agli elementi fondamentali per la vita in montagna. La terra, nutrimento delle piante e rifugio per gli animali, il legno, risorsa per scaldare e costruire, e il fuoco, simbolo di antichi mestieri e del calore umano. Ogni elemento ci racconta una storia di vita, di sopravvivenza e di connessione profonda con la montagna.
distanza: 9 km circa
dislivello: +600 circa
tempo in cammino escluse le soste: 4 ore circa
La scintilla che nasce dall’incontro di Maurizio Geri e Tchavolo Schmitt testimonia come il linguaggio musicale, nel suo essere universale, riesca a coniugare parole e melodie solo apparentemente lontane fra loro.
Compagni di viaggio di questo “Incontro in Italia” i musicisti Federico Zaltron (violino), Francesco Greppi (chitarra) e Pippi Dimonte (contrabbasso) e la partecipazione straordinaria di Marie Christine Brambilla.
Nato nel 1980 nella città industriale di Tchelyabinsk negli Urali meridionali, in Russia.
All’età di nove anni mi regalarono la mia prima macchina fotografica e nella mia città incontrai il mio primo mentore Victor Gruber che mi seguì fino ai diciotto anni; ogni settimana gli portavo a casa le fotografie che stampavo in bianco e nero, le guardavamo insieme e lui mi dava suggerimenti su come migliorare. Grazie a lui mi sono innamorato della fotografia.
Nel 2004 ho vinto il primo premio del concorso fotografico nazionale del Corriere della Sera grazie al quale ho partecipato al workshop con Gianni Berengo Gardin. Successivamente ho iniziato a lavorare nell’editoria, prima a Milano con l’agenzia Prospekt Photographers e poi ho lavorato a progetti fotografici che mi hanno portato in India, Nepal, Azerbaigian, Egitto, Russia e Italia per riviste italiane e internazionali.
Ho collaborato con National Geographic, Marie Claire, L’Espresso e altri.
Dal 2007 ad oggi sono fotografo per la rivista Baku.
Ho partecipato alla realizzazione della parte fotografica per il libro “Perché agli italiani piace parlare di cibo”; un itinerario tra storia, cultura e costumi a cura di Elena Kostioukovitch con un’introduzione di Umberto Eco. Il libro è stato tradotto in diverse lingue e pubblicato in tutto il mondo.
Adesso il mio interesse resta nell’ambito della Fotografia Poetica, come definita da un grande fotografo dell’agenzia Magnum Georgy Pinkhassov dal quale ho imparato la visione della luce, che ci porta oltre la forma e ci permette di catturare istanti non solo in modo documentaristico, ma permette ad ogni singola fotografia di diventare un universo parallelo.
Dopo la pandemia mi sono trasferito con la mia famiglia a Orsigna, un piccolo paese dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Gli Ottoni e Percussioni dell’ORT
musiche di Ennio Morricone e Astor Piazzolla
La grandezza non scompare … è eterna. E la grandezza della musica di due compositori come Ennio Morricone e Astor Piazzolla continuerà ad accompagnarci ancora e ancora. La qualità del loro lavoro è pienamente apprezzabile quando queste musiche vengono eseguite, perché ci si rende conto che non sono esclusivamente legate alla partitura originale, a una certa strumentazione o a un particolare arrangiamento. Come tutti i classici reggono in qualunque contesto. Nel vestito confezionato da Donato De Sena per Gli Ottoni dell’Orchestra della Toscana c’è la conferma di tutto questo.

Nell’Aprile del 2006 Folco, Leonardo ed Emiliano, già sezione fiati degli Sweaters, decidono di dar vita a un progetto “minore” che percorresse con toni “naive” le strade dell’amato rock’n’roll d’annata.
Il trio di amici-musicisti si trasforma in un batter d’occhio da massiccia sezione fiati a brillante sezione “vocale” lasciando gli ottoni per impugnare basso|chitarra|batteria.
Lo spettacolo si rivela una performance piaciona a mezzo tiro tra classicismo beatlesiano, Stones, Dylan, Lou Reed, Elvis e anni ’50/60 in generale.
Musica in libertà, un triplo salto mortale in una prova da polistrumentisti alle prese con le canzoni da sempre amate e mai, per timore, suonate.
Nascono gli “Sciabadoga”, un trio da salotto pronto a raccontarvi i brani che hanno fatto la storia dei sixties con lo spirito di chi:
“…gesùmmaria… non ce la faccio a non suonarla questa, datemi qualcosa che la suono…. il resto… si vedrà”.
cover anni ’50/’60 by Beatles, Rolling Stones, Beach Boys, Creedence Clearwater Revival, Bob Dylan, the Kinks, Chuck Berry, Velvet Underground, Elvis, Buddy Holly… Paolo Conte, Bruno Lauzi, Patty Pravo…

Con più di 500 concerti in tutta Europa, tra festival, teatri e club; con
tre dischi all’attivo e tantissime collaborazioni (Goran Kovacevic,
Marzouk Mejri, Orchestrada e molti altri) la Baro Drom è una delle
più belle realtà nel panorama della world music. Il quartetto nato con la
passione per le ritmiche infuocate dell’est Europa e per le melodie del
Mediterraneo, ha negli anni sviluppato un proprio linguaggio originale.
Nelle nuove composizioni si possono scovare sonorità brasiliane, echi di
musica mongola e colori mediorientali. Ascoltare strumenti ancestrali
come il berimbau o l’udu amalgamarsi con le melodie della fisarmonica e
del violino, sentire vecchi farfisa e un contrabbasso distorto cadenzare il
passo di danze ipnotiche. Un mondo sonoro inedito che non tradisce
però l’energia e lo stile che ha sempre contraddistinto la band.

“Una nuova interpretazione dell’itinerario di Tiziano Terzani, basato sui suoi testi, che ne mette in luce l’estrema attualità. Il suo impegno contro la guerra, e, allo stesso tempo, contro la guerra alla natura si radicano nella certezza che Tutto è Uno, messaggio al cuore del pensiero indiano ma anche della fisica quantistica. Il saggio di Gloria Germani offre una visione complessiva del meraviglioso insegnamento e percorso intellettuale ed esperienziale di Terzani, a vent’anni dalla morte”
Gloria Germani, filosofa e scrittrice con una formazione in filosofia occidentale e orientale (Università di Firenze, Università di Pisa, New York University), ha lavorato per trent’anni nel settore culturale e audiovisivo, concentrandosi sul dialogo tra Oriente e Occidente. Il suo lavoro si focalizza sulla critica alla visione scientifica dualista e sulla colonizzazione dell’immaginario, considerata un argomento tabù. Germani ritiene che il dialogo interculturale sia la chiave per una rivoluzione culturale capace di affrontare le crisi ecologiche, economiche ed esistenziali contemporanee.
Tra le sue opere principali figurano: “Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi” (Longanesi, 2008; TEA, 2012), “Tiziano Terzani: la forza della verità. La biografia intellettuale di un saggio dei nostri tempi” (Punto di Incontro, 2015), e “A Scuola di felicità e decrescita: Alice Project” con prefazione del Dalai Lama (Terra Nuova, 2014). Ha pubblicato inoltre “Madre Teresa e Gandhi, L’Etica in azione” con prefazione di Tiziano Terzani (Mimesis, 2016) e “Verità della Decrescita. Via dalla scienza totalitaria per salvare il mondo” (Castelvecchi, 2021).
Attiva nell’organizzazione internazionale Local Futures e nell’Associazione Ecofilosofica, Germani è anche un’importante figura del Movimento Italiano per l’Ecologia Profonda e della Decrescita Felice, nonché editrice della collana di film documentari Satya.doc. Ha viaggiato ripetutamente in India, approfondendo le sue ricerche e promuovendo il dialogo interculturale.

presenta “Alberodonti d’Italia” un libro dedicato ai grandi alberi d’Italia che portano inciso sulla corteccia il trascorrere del tempo. Un viaggio atipico intriso di poesia e avventura, natura e grandi sogni intarsiati in legno e foglie. Fratus, buddista agreste e nomade editoriale ha attraversato foreste maestose e riserve naturali, ha scritto reportage e articoli per quotidiani e periodici fra gli altri “La Stampa”, “la Repubblica”, “il manifesto”, “Natural Style” e “La Verità” oltre che numerose opere sia poetiche che narrative.
Da ragazzo inizia ad interessarsi di teatro contemporaneo e cura libri quali Lo spazio aperto e Studi per esseri umani. La visione di un documentario dedicato alla vita del poeta americano John Giorno lo indirizza verso la scrittura poetica, che praticherà pubblicando diverse raccolte e poemi, fra i quali Il molosso, Nuova poesia creaturale, Gli scorpioni delle Langhe, Un quaderno di radici e l’antologia Poesie creaturali che raccoglie lavori composti nell’arco di venti anni. Sue poesie sono tradotte in dieci lingue e pubblicate in ventuno paesi, grazie anche al sostegno della rete europea Versopolis. Dal 2006 al 2010 ha diretto la casa editrice Torino Poesia e il relativo festival letterario.
Durante viaggi in Europa, America ed Estremo Oriente, conia i concetti di “uomo/donna radice”, “dendrosofia” e “alberografia” da cui derivano una serie di opere legate alla natura, all’identità e agli alberi monumentali pubblicate a partire dal 2010 con il volume Homo Radix. Appunti per un cercatore di alberi e il cui esito più consistente è la Trilogia delle bocche monumentali firmata per gli Editori Laterza fra il 2014 e il 2016, quindi “silvari” pubblicati per gli editori Einaudi, Bompiani, Mondadori, Ediciclo, Gribaudo, Piano B e Feltrinelli.
Oltre alla letteratura si occupa di fotografia: ha allestito mostre personali presso il Museo del paesaggio di Verbania, i Giardini botanici Hanbury a Ventimiglia, l’associazione culturale Il Fondaco a Bra, l’Orto Botanico di Palermo, MRSN a Torino, il Circolo dei Lettori di Torino, alla galleria Salamon Fine Art di Milano e a Villa Olmo a Como. Ha disegnato itinerari botanici e guidato passeggiate per cercatori di alberi. Ha firmato la rubrica “Il cercatore di alberi” per sei anni per il quotidiano torinese La Stampa, attualmente collabora col Manifesto, la Repubblica e La Verità. Per il suo percorso ha ricevuto nel 2012 il Premio Ceppo Natura e nel 2023 il Premio Montale fuori di casa. E’ stato ideatore del Premio Ghianda del Festival Cinemambiente di Torino. Collabora con il programma Geo di Rai 3 e si dichiara buddista.

presenta “Cronache dalle rovine” scrittore e poeta, esplora con la sua nuova raccolta di poesie i temi cari al suo errare non solo sulle montagne dell’Appennino ma anche nel suo percorso spirituale. Cribari è guida Ambientale Escursionistica, fotografo e vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, creatore de Il Cammino 23.
Cronache dalle rovine
La montagna, il bosco: figure entrate da sempre nel territorio dei simboli e, dal Novecento, in quello psicoanalitico: luoghi del distacco dalla comunità umana, della prossimità, la prima, al divino; dell’immersione nella primitiva felicità e integrità della Natura, il secondo.Ascesa ed esplorazione del proprio io.Emiliano Cribari pratica entrambe percorrendo la catena degli Appennini, spina dorsale della penisola italiana, disegnando una mappa insieme storica, botanica, zoologica, catturando epifanie di luce, voli, ombre misteriose, panorami suggestivi, intridendosi di profumi, di colori, di gioie tattili. Ma, soprattutto cercando sé stesso, come fecero santi, eremiti, poeti e uomini ‘selvatici’. Il suo è un io che si sparpaglia in mille rivoli, tra ricordi del passato, fuggevolezza dell’istante, trascolorare di stagioni, l’una nell’altra, l’una dopo l’altra, ascolti, immaginazioni.E con una passione che urge in ogni luogo: la poesia.Sì possono, infatti, leggere i testi di “Cronache dalle rovine” come un’ininterrotta dichiarazione di poetica, in cui la materia diventa la chiave ispirativa: “poesia delle luci/ delle forme (…) della materia di cui è fatto il visibile”, che non solo attesta l’”opera grande di Dio”, ma si fa tramite di un ammonimento ossessivo ” che ripete:/ lascia stare” poiché “Ogni/ cosa può soltanto sembrare” e ogni cosa nasce e marcisce, come le foglie dell’albero.

Un ritratto inedito di Tiziano Terzani attraverso i luoghi delle sue radici e le voci di chi gli ha voluto bene. Sebbene la sua fama venga associata all’Oriente, ci sono angoli di Toscana che sono parte integrante dello spirito del grande giornalista e scrittore: il borgo medievale di Malmantile, dove gli avi erano tagliapietre; Monticelli, il quartiere popolare di Firenze dove è nato e cresciuto; Pisa e l’Università Normale, dove i libri l’hanno scosso, motivando il desiderio di difendere gli oppressi; Vinci, dove ha sposato Angela, faro della sua vita; Bellosguardo, la collina fiorentina degli artisti, dove tutt’ora si trova la sua casa; la basilica di San Miniato, dove si è recato dopo l’11 settembre; Orsigna, eterno amore, dove ha scelto di “lasciare il suo corpo”. Un viaggio lungo le strade in cui Terzani ha cominciato a interrogarsi sul mondo, un percorso che smonta gli stereotipi dello scrittore guru, e che rivela l’essenza di un uomo irrequieto ma curioso, fragile ma determinato, alla ricerca di un altrove ma orgoglioso delle proprie origini.
Giornalista fiorentino, scrive su Corriere.it, «Corriere Fiorentino» e «Redattore Sociale». Si occupa di tematiche sociali, con attenzione particolare all’immigrazione, cui ha dedicato due libri: Sparategli! Nuovi schiavi d’Italia (2011) e L’Italia siamo noi. Storie di immigrati di successo (Castelvecchi, 2016). Nel 2015 ha vinto il Premio Roberto Ghinetti per il giornalismo d’inchiesta, il Premio Luciano De Majo e ha ottenuto la menzione speciale al Premio Ennio Macconi. Nel 2016 ha vinto la prima edizione del Giornalista sociale dell’anno, promossa da Cesvot, Voltonet e Compagnia delle Opere.

Tiziano è un gigante e non è facile raccontarlo. Ma c’è un Tiziano Terzani personalissimo, in molti di noi, che potrebbe essere un peccato non condividere e cercare di tramandare.
Tamara Baris ripercorre l’immaginario di un autore da non perdere, oggi più che mai: è saggio custodire la sua lezione, il suo essere sveglio senza sconti, senza soste, in questo mondo divorato dalla fretta, addormentato e schiacciato dall’economia, dalle visioni campanilistiche ed egoistiche. Ripercorrere la sua Asia non è rileggere reportage, articoli sul Giappone, la Cina, il Vietnam: è mettere insieme i pezzi di un puzzle che disegnano un vero e proprio modo d’essere. È la costruzione continua di un io, perennemente in movimento, teso verso l’altro e le sue ragioni: l’Asia se la cuciva addosso, la portava con sé a casa propria, ricercandola tra gli oggetti di mercati e mercanti lontani.
Armato della sua Leica, sentiva dentro il giornalismo come una missione, come la sacra e inalienabile ricerca della verità, di quello che cercava e vedeva, dei dettagli che fanno il mondo. Sempre accanto ad Angela, «il palo al quale l’elefante si fa legare con un lo di seta» e a Folco e Saskia: il suo grande amore e la famiglia, gli unici punti fermi di una vita vissuta «guardando i ori da un cavallo in corsa».
Tamara Baris collabora con Treccani libri ed è editor freelance. Scrive articoli per il portale «Treccani.it» (Atlante; Lingua italiana) e per «La città dei lettori». Dottore di ricerca in Storia della lingua italiana (si è occupata di scritture private). Ha partecipato, ormai tanti anni fa, a Scritture Giovani Cantiere del Festivaletteratura. Ha curato con Paolo Di Paolo e Fiorella Favino Un anno di storie. Un paese è le storie che racconta (Treccani). Questo è il suo primo libro.

Pietro e Dante sono i protagonisti di questo documentario insieme al paesaggio sconfinato e suggestivo, ultimi testimoni di un mondo rurale ormai perso nel tempo. Ci troviamo al Salto del Cieco, dove sorgeva la dogana tra lo Stato Pontificio ed il Regno delle due Sicilie. Pietro è un eremita che ha vissuto per 30 anni su un rudere in mezzo alle montagne della Valnerina, senza energia elettrica né acqua corrente. Ora ha trovato una sistemazione più accogliente, ma spesso torna nella sua casa di montagna, che dista 2 ore di cammino dalla attuale dimora. Dante si dedica ai lavori agricoli e recupera cani abbandonati per strada. Qui la natura regna incontrastata e il ritmo delle stagioni dipinge squarci di autentica poesia.
BIOFILMOGRAFIA ANDREA SBARRETTI
Nato a Terni nel 1972. Nel 2007 Andrea Sbarretti si laurea in Scienze e Tecnologie della Produzione Artistica con una Tesi su Paolo Sorrentino. Inizia l’attività realizzando documentari a costo zero che presenta a Teleterni, una TV umbra: Duemila30, Io Rifletto, Lo sguardo, Essere Umbri. Tra il 2009 ed il 2011 gira due lungometraggi usciti nei cinema: La sella del vento e Don Pierino. Nel 2010 con Morfologia vince Amori in corto a Terni. Nel 2014 con L’operaio, vince l’Umbria Film Festival sez. Corti e l’anno dopo, prendendo spunto dal cortometraggio inizia le riprese di Lontano da tutti, un film sul licenziamento di 300 operai dalla Thyssen Krupp di Terni. Nel 2019 realizza Il lento inverno uscito in diversi cinema ed ottenendo il Premio Speciale al Sezze Film Festival. Nel 2022 viene premiato al Festival di Giornalismo di Perugia per il documentario Gavelli trasmesso su Rai 2. Tra il 2022 ed il 2023 Su queste montagne viene selezionato ad oltre 40 Festival, ottenendo numerosi premi.
Un ritratto della comunità di Erto, un paesino nelle Dolomiti, che 60 anni fa ha subito un enorme disastro umano, a causa di ambizioni e avidità esterne, e che ancora oggi lotta per ottenere dignità e riconoscimento. Nell’arco di più di 10 anni, il regista ha filmato il sindaco che lotta insieme alla sua comunità per non essere dimenticato dalle istituzioni nazionali. Attraverso la voce del Bosco, vediamo gli sforzi della comunità, che a un certo punto si divide a causa di un progetto che mira a creare un’opera d’arte sulla diga, all’origine del disastro: mentre per il sindaco e il curatore d’arte è un modo per risollevare il paese e guardare avanti, per alcuni sarebbe un altro passo per far dimenticare la tragedia.
“Erto – La Luna Sott’Acqua” nasce dal desiderio dell’autore di esplorare il sottile confine tra la salvaguardia della memoria e la necessità di rinascita. Il documentario affronta questo tema attraverso l’intreccio di due livelli narrativi: il livello principale seguirà gli accadimenti del presente, con tutto il percorso dalla proposta alla realizzazione dell’opera d’arte sulla diga, e le proteste di una parte della comunità; il livello secondario è quello onirico, con la visualizzazione dell’inconscio collettivo dei personaggi coinvolti nella storia. Il tono del film sarà delicato, a volte simpatico, a volte drammatico, e oscillerà tra la realtà di un paese la cui memoria viene sfidata dal proprio sindaco, e la messa in scena dell’inconscio collettivo che viene risvegliato in alcuni abitanti proprio da quella proposta provocatoria.

Regista pluripremiato. Nato a Torino, si definisce regista per errore.
È cresciuto a Torino, in Italia, dove ha praticato la flânerie, l’arte di passeggiare, di indagare la città scoprendo luoghi, popoli e storie.
Prima di diventare regista ha lavorato come custode di una scuola, commesso di un circo sconosciuto, guida di un museo illegale e fattorino di pagine gialle. Ha trascorso gran parte della fine degli anni ’90 viaggiando per l’Europa scrivendo e nel 2001 si è trasferito in Irlanda.
I suoi documentari e film hanno ottenuto una notevole serie di riconoscimenti internazionali nei festival di tutto il mondo.
I lavori più acclamati di Negrini riguardano l’esclusione sociale, il realismo magico e la resistenza e le sue opere combinano documentari, fiction e poesia.
Il suo documentario “Paradiso” è stato commissionato dalla BBC e ha vinto 18 premi internazionali.
Il suo film “Tides – Storia di vite e sogni perduti e ritrovati (alcuni spezzati)” ha vinto 6 premi internazionali.
LA LUNA SOTT’ACQUA (2023)
TIDES: A HISTORY OF LIVES AND DREAMS (2016)
PARADISO (2013)
coordinamento drammaturgico Francesco Mazza
con Moreno Agnella e Ruggero Dinoia
musiche originali Eugenio Mazza
scenografia Caterina Belloni
foto di scena Laura Beretta
riprese e montaggio video Antonio Grazioli
regia Francesco Mazza
Ispirato al romanzo “Sul filo del tempo”, di Marge Piercy ed. Eleuthera.
Si narra la storia di Connie, una portoricana di New York che vive una vita da emarginata.
Etichettata come ” malata di mente”, viene rinchiusa in manicomio. Connie è però sintonizzata sul
futuro;
è in grado di comunicare con l’anno 2137 o forse solo di sognarlo, di immaginarlo vividamente
come proiezione del presente.
La nostra riflessione si articola sul fatto che nell’immaginario attuale, la “concezione utopica”, ossia
la capacità, la possibilità di immaginare altri mondi possibili, sia, almeno in “occidente”, ai suoi
minimi storici.
Si è immersi in un “eterno presente”, in cui tutto sembra muoversi a velocità folle e ogni narrazione
del mondo che provi ad essere esaustiva, universale, ricade su se stessa in un soffio: sogni che
autoimplodono!
Una concezione dell’umano, un nuovo mondo per pochi eletti, dove la maggioranza della
popolazione mondiale non sembra in grado di articolare immaginari differenti, capaci di realizzare
questa visione di Uomo Nuovo.
Pensiamo che forse per conquistarsi il futuro, bisogna prima sognarlo.
Momo e Rojo immersi in uno spazio indefinito e surreale, nel bel mezzo di un trasloco, si pongono
domande su Connie e con un indefinito e disperato ottimismo proiettano il loro presente dentro la
storia stessa. Dapprima con cautela, poi sempre con più convinzione, incollano frammenti di
vissuto, uno sopra l’altro, come manifesti sovrapposti che in una sorta di “Decollage”, ogni volta
che se ne strappa un pezzetto si svela ancora un altro frammento, parziale, oscuro, nascosto, che li
angoscia o li rende irragionevolmente euforici.
La ricerca protratta sempre di un gioco per continuare a darsi l’impressione di esistere, li spinge
verso una Apocalisse esistenziale, verso la follia utopica che li trascina in un vortice emotivo tra
presente e possibilità di futuro, che li fagocita totalmente e li consegna allo sfacelo del dubbio.

Una donna aspetta in stazione il treno che la porterà nel suo piccolo paese di origine. Gli spettatori sono i viaggiatori che attendono con lei in stazione.
La donna attraversa con ironia, e con profonda nostalgia, la sua infanzia e gli eventi che sono distintivi nel “suo” paese, parlando di figure storiche e “importanti” che vivono e tengono in vita una comunità.
Una fotografia sognante e amara di cosa sia vivere un paese. Sognante perché alcune persone che sono frutto della nostra memoria infantile, col passare del tempo, diventano un ricordo romanzato e ricco di sfumature; amara perché le grandi mancanze di un borgo, spingono le persone ad abbandonarlo.
In un onesto flusso di coscienza la protagonista si interroga sulle forze e le debolezze di una
comunità, proponendo al pubblico una riflessione semplice: è meglio andare o restare?
Ci sono delle nicchie d’affetto, ci sono degli anfratti di vita vissuta che rimangono lì a disposizione della nostra memoria. Sono varchi aperti che ci fanno ritrovare l’abbraccio di una persona cara, i giochi in una sera d’estate, le corse a perdifiato per le strade, il vociare di un bar, la predica del prete e tanti altri frammenti che ricomposti non sono altro che il ritratto del paese, del tuo paese, del mio paese, del suo paese… Perché il paese è come il Vicks: ti rimane l’odore addosso.

Nell’autunno del 2020 fra le vibrazioni dell’Hang Drum e della voce
nel 2020 nasce il progetto musicale Varuna: un connubio di sonorità
soavi e molto peculiari a tratti eleganti, che predispongono
all’introspezione e nondimeno all’ascolto di sè.
I Varuna si esibiscono in strada, in diversi locali e festival ma anche in
contesti olistici, sia in versione prettamente “concertistica” sia
nell’accompagnamento di sessioni di yoga e/o meditazione.
Il loro primo cd “Fra il Sacro e il Profano” risale a maggio 2022, ma
già da qualche mese sono in studio per il prossimo lavoro.

Affiliata con l’omonima associazione internazionale, presente in 12 Paesi, Compassion in World Farming (CIWF) Italia è l’unica non profit italiana che lavora esclusivamente per la protezione e il benessere degli animali allevati a fini alimentari, sottolineando l’urgenza di abbandonare il sistema dell’allevamento intensivo a favore di sistemi agro-ecologici, più rispettosi del benessere animale, dell’ambiente e della salute umana.
La cucina di CIWF Italia è aperta, e ti dà il benvenuto.
Il nostro menù punta su una ricetta speciale: vogliamo mettere in tavola un mondo migliore, sia per il pianeta che per le persone e tutte le creature che lo abitano.
Bastano pochi, semplici ingredienti per realizzare un sistema alimentare più giusto, a partire dall’abbandono di una realtà crudele e inefficiente: l’allevamento intensivo. Per questo, la nostra ricetta ha solo tre ingredienti:
trasparenza. Ci battiamo contro la comunicazione ingannevole e in favore di un’etichettatura trasparente, perché è importante che chi consuma prodotti di origine animale abbia chiaro come hanno vissuto gli animali all’origine del prodotto che acquistano;
rispetto per tutti gli animali. Gli animali allevati sono esseri senzienti, provano gioia e dolore e meritano di vivere una vita degna di questo nome, e non di essere trattati come oggetti o macchine da produzione;
sostenibilità. Promuoviamo pratiche agroecologiche, che sposano la sostenibilità a standard più elevati di benessere animale per cui la difesa degli animali va di pari passo con quella dell’ambiente, anch’esso vittima di sfruttamento e degradazione.
Questi tre ingredienti rappresentano tre grandi battaglie che stiamo portando avanti battendoci per ottenere leggi e politiche aziendali migliori a beneficio di tutte e tutti.
Ciò che facciamo è possibile anche grazie al supporto dei nostri sostenitori e sostenitrici. Per ognuna di queste lotte, scopri le nostre campagne e invita chi conosci a unirsi al movimento. Insieme, possiamo realizzare un mondo migliore, per gli animali, per le persone e per il pianeta.
Sarah Bulli
Dopo la Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Firenze e un Master in Global Media Communications presso l’Università di Melbourne, Sarah ha lavorato per dieci anni nel settore del digital marketing prima di dedicarsi al settore della raccolta fondi digitale nel no profit. Appassionata di ambiente e natura, Sarah lavora con CIWF dal novembre 2017.

Nelle pieghe di colline contorte e tra gli alberi antichi, il cuore della campagna batte con un ritmo millenario. Qui, lontano dal clamore delle città, donne coraggiose hanno abbandonato l’asfalto, le comodità e la vita frenetica per abbracciare la Pachamama, madre terra che nutre e ispira.
Immerse nella semplicità della campagna e circondate dalla bellezza della natura e della sua essenza, tra le mani consunte dal lavoro della terra e gli sguardi che scrutano l’orizzonte, queste donne tessono storie di resilienza e libertà. Qui, tra i profumi della terra baciata dal sole e il canto degli uccelli al mattino, si scopre la vera ricchezza nella semplicità dove il tempo si dilata e ogni respiro è un’ode alla natura. Attraverso l’obiettivo, queste immagini non catturano solo scene della vita quotidiana di queste donne, ma raccontano la loro scelta di vivere in armonia con l’universo. Donne che hanno abbracciato la Pachamama, scelto la semplicità sulla via della saggezza. Guardando oltre gli occhi stanchi, si trova il cuore pulsante della vita, lì dove il tempo si placa e il respiro diventa un canto.

Fabrizio Tempestini è nato e risiede a Prato. Si avvicina alla fotografia negli anni del liceo (’68) ma inizia a fotografare con impegno e stampare il bianco e nero nel 1977, anno di iscrizione al Fotoclub Il Bacchino BFI di Prato. Dopo le prime ammissioni arrivano numerosi premi ad importanti concorsi valevoli per la statistica della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF). È animatore di significative attività culturali, direttore del Dipartimento Manifestazioni FIAF e Consigliere Nazionale per 9 anni, attività che gli valgono le onorificenze BFI ed ESFIAP. Nel maggio 2013 gli viene conferita anche quella di IFI (Insigne Fotografo Italiano).
Alcune sue pubblicazioni sono: Reperti Industriali (1982); Prato, Città di Mercanti (1983); I sassi acuti della Calvana (1993); Il tempo dei cento colpi (1996); Storie diverse di gente comune (2014); L’ombra della luce(2019); Kepos, un giardino che pulsa a ritmo del cuore (2022).
Sue fotografie sono state esposte nelle collettive e inserite nelle relative pubblicazioni Un Paese unico, Italia fotografie (Alinari, 1997); Immagini del gusto (FIAF-Slow Food, 2005 e FIAF, 2008); Passione Italia, Una giornata Italiana (FIAF, 17 marzo 2011); Tanti per tutti, viaggio nel volontariato italiano (FIAF, 2016); La Famiglia in Italia (FIAF, 2018); Ambiente Clima Futuro (FIAF, 2022).
Alcuni suoi lavori sono risultati finalisti all’importante manifestazione nazionale “Portfolio Italia” ed esposti al CIFA di Bibbiena: Casa di guerra (2013); Manichini della Moda (2° premio ex aequo nel 2014).
Nel 2015 è uno dei dieci Testimonial Samsung per il progetto della FIAF Tanti per Tutti, viaggio nel volontariato italiano e nel 2016 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche lo nomina Autore dell’Anno FIAF.
è un’esperienza, di musica, cucina e interazione. Nasce tutto qualche anno fa, sulle colline di Bacchereto, dove il giovedì sera cucinavamo per qualche amico. Poi gli amici diventarono molti e una sera, per gioco, montammo gli strumenti dentro la cucina, e suonammo. Fu un’esperienza bellissima. Nacque l’idea di portare in giro questo “format” suonando in locali che ci mettevano a disposizione cucina e sala. Il vocalist ai fornelli, gli altri due al servizio, e dopo cena tutti e tre a suonare. Oggi proponiamo questa formula per cene private nelle case. In questo modo abbiamo “intimizzato” l’esperienza, e le serate sono sempre di grande spessore, sia culinario, sia artistico.

è un laboratorio di riciclo creativo per entrare nell’universo carta in armonia con
la natura!
Il riciclaggio è una delle leggi su cui si basa la natura (perché in natura tutto si
trasforma! ) ed anche una grande fonte di creatività.
Tutti usiamo enormi quantità di carta fin dalla tenera età, ma quasi nessuno conosce il processo produttivo che ha portato alberi, piante, giornali vecchi a di-
ventare quaderni, libri, album da disegno o carta igienica. E questa ignoranza
ci porta inevitabilmente ad un senso di accettazione verso tutti i problemi che la
nostra società dello spreco produce… ma entrando nella genesi delle cose si può
imparare a vivere consapevolmente nel mondo che ci circonda!
E per entrare nel fantastico Universo Carta nel modo più ecologico possibile, ver
rà usata la ”ricicletta”: come il vecchio arrotino pedalando azionava la sua mola,
con l’energia cinetica della bicicletta verrà azionato il frullatore che porterà tanta
vecchia carta a nuova vita.
E questa consapevolezza verrà cercata e raggiunta attraverso il linguaggio coinvolgente del gioco, mescolando i gesti del teatro con quelli dell’esperienza manuale concreta.

La ricicletta è l’anima meccanica del laboratorio: pedalando accende la fantasia dei partecipanti, conducendoli in un mondo dove è possibile produrre un’energia che non inquina ma crea. La ricicletta è una vera bicicletta ma è anche un vero frullatore: è una bicicletta che frulla la carta, o un frullatore che pedala. La ricicletta è un’idea nata dalla passione per le due ruote e dal bisogno di diffondere la filosofia del riciclo, il tutto veicolato dalla mia anima artista, che teatralizza ogni cosa con cui viene a contatto.
La mia vita è un viaggio che ha esplorato vari mondi:
un viaggio che ha toccato la filosofia, la musica, il circo quando in Italia era un territorio ancora inesplorato, passando per il mondo della ceramica e del riciclo creativo,
e dalla terra sono alla fine approdata al Mare,
tra grandi navigazioni e insegnamento…e a volte mi sembra che il viaggio sia appena iniziato…
www.Elirudyzuli.it
FB La carta gira in bicicletta
Francesco Biadene, giovane e talentuoso musicista pistoiese con il suo stile, semplice,
genuino ma di classe, incanta chiunque si trovi ad ascoltarlo. Di chiara matrice blues e
bluegrass con “tanta chitarra”, la sua musica è definibile come cantautorato/folk, con testi
prevalentemente in italiano. Si ispira ad artisti come Ben Harper, John Butler, Xavier Rudd
e Jimi Hendrix.
Francesco Biadene comincia a suonare la chitarra a tredici anni da autodidatta e subito se
ne innamora, lo strumento è un ottimo toccasana per esprimersi e comunicare al mondo
tutto quello che la sua timidezza non gli permette di fare. Quasi subito nasce il Bingo
Bongo Trio, gruppo latin rock con testi originali in inglese: tra i tanti immediati
riconoscimenti vincono il Pistoia Blues Busker Festival 2010 e sono semifinalisti al Rock
Contest di Firenze.
Nel 2012, continua a suonare con la sua band ma sente l’esigenza di cominciare un
progetto da solista. Esce Seven Lights, il suo primo ep, autoprodotto, nel quale spicca
l’unica traccia in italiano “Fidati di Me”. Nel frattempo comincia gli studi al
Conservatorio G.B.Martini di Bologna dove si integra nell’ambiente musicale della
città. Incontra il sammarinese batterista Michele Pazzini: nascerà una collaborazione e
un’amicizia duratura. Durante la promozione del primo disco ha la possibilità di aprire i
concerti a Riccardo Tesi e Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion).
A novembre 2013 è riconosciuto da MEI e PoPistoia come “miglior artista emergente di
Pistoia e provincia”. Nell’aprile 2014 si laurea al Conservatorio di Bologna in Chitarra Jazz
con una tesi su Blind Blake. Lo stesso anno vince il contest organizzato dal Bravo Caffè di
Bologna ‘Dentro che fuori piove’, ottenendo anche un riconoscimento speciale dal Rotary
Club della città. A maggio partecipa all’Acoustic Guitar Meeting di Sarzana. Poco dopo è la
prima esibizione nel Regno Unito, a Bristol nel corso di alcuni Open Mic (serate a
“microfono e palco aperto”, che tra l’altro dal 2016 Francesco organizza a Pistoia) su
palchi quali il The Fleece, dove viene molto apprezzato anche dal pubblico inglese.
Nel 2015 si trasferisce a Milano dove segue un Master in songwriting al CPM di Mussida e
insegna alla scuola fingerpicking Good Thumb di Val Bonetti. Il rapporto conflittuale con
la città lo segna molto: matura musicalmente e incontra musicisti ed esperti del settore,
ma vuole ritornare alla semplicità della vita toscana, aspetto che è espresso anche nei
testi di questo periodo che decide di scrivere in italiano. Torna quindi a vivere a Pistoia e
vince il premio Indie Time all’interno del Marea Festival di Fucecchio come miglior
progetto emergente ricevendo anche il premio Matteo Maestri per i migliori testi. La
stessa estate apre i concerti di Grayson Capps alla rocca di Carmignano (PO) e di
Mannarino in piazza Duomo a Prato. Comincia un florido periodo.
Nel Dicembre 2015 esce ‘Dei Sentieri’ con sei tracce originali e nel 2016, mentre è in
corso il tour promozionale dell’ep, rientra tra gli artisti finanziati dal bando ‘‘Toscana 100
Band’’ della regione Toscana. E’il momento del primo disco full-lenght con dieci canzoni
tutte originali: nasce ‘Le Nuvole, il Tempo e l’Aurora’, realizzato presso lo studio El-Sop
Recording di Leo Magnolfi a Sesto Fiorentino (FI). La formazione vede l’arrivo di Davide
Malito Lenti alla batteria e si arricchisce della presenza di Elena Alibrandi: voce e
percussioni. Davide è un eclettico batterista e percussionista con esperienza
internazionale, Elena, giovanissima new-entry, ha arricchito il sound del gruppo con il suo
timbro caldo e particolare. Da Novembre 2016 Francesco è impegnato anche in una street
band: Underground Family Orchestra, un progetto di musica collettiva nato quasi per
scherzo ma che gli permette di mettersi in gioco in generi fino ad ora da lui poco
esplorati. Nel 2021, motivato dal periodo di Lockdown, Francesco raccoglie 7 tracce
inedite e pubblica ‘’Di Tempi Scuri’’ un album che parla di crescita e di introspezione,
colorato dai boschi dell’Appennino.

Percorso per risvegliare le proprie capacità sensoriali ed entrare in contatto con il ritmo dell’ambiente che ci circonda attraverso l’uso della voce, del corpo, di giochi ritmici di danze e body percussion.
A cura di Rino e Luisa dell’Associazione Chirilu
opera nel settore di musica e movimento e costruzione oggetti sonori con materiali di recupero
Dal 2006 a tutt’oggi , Chirilu opera nei Circoli Didattici di Pontassieve, Pelago, Rufina , Fiesole (in scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1 grado) con laboratori a carattere musicale-espressivo volti a migliorare, suscitare l’attenzione, la curiosità, l’ascolto dell’altro e il rispetto per ciò e chi ci circonda, l’integrazione fra i vari componenti di un gruppo
Inoltre Chirilu svolge attività di spettacoli musicali , narrazione in musica, canto e percussioni , laboratori di gioco musica rivolta ai bambini ed adulti in feste ed eventi.
Attraverso gli interventi che propone favorisce la conoscenza della musica (ritmo, movimento, suono, universo sonoro , oggetti sonori) utilizzando dei percorsi in cui la relazione fra i partecipanti e l’attenzione al singolo sono al centro.
Collabora con la Scuola di Musica di Fiesole dal 2014, realizzando i Laboratori di Costruzione di strumenti nell’ambito dei Centri estivi musicali ,insieme per scoprire la meraviglia della lavorazione del materiale e della creazione del proprio strumento, un processo che lascia spazio all’osservazione, alle domande, alla riflessione ed allo stupore di scoprirsi capaci di imparare ad imparare attraverso altri sensi e competenze sovente poco considerati nel percorso di apprendimento scolastico.
Ha avuto collaborazioni con l’ Unione Italiana Ciechi, proponendo laboratori sensoriali e musicali ai bambini afferenti all’associazione.
Collabora con i C.E.M.E.A. ( centri per la metodologia dell’educazione attiva ) attraverso seminari formativi rivolti agli adulti, l’auto formazione e sperimentazione permanente, proponendo momenti ludici in manifestazioni pubbliche quali le giornate del CHIANTI LUDENS.
Tra le attività musicali /laboratori rivolte agli adulti il Circle drum – proposta ritmica in circolo, guidati da un facilitatore, rivolto a gruppi di adulti che insieme creano musica e comunicano usando i tamburi e strumenti a percussione dove la musica non necessita della lettura di uno spartito ma scaturisce da un approccio facile ed intuitivo alle percussioni attraverso giochi e sequenze che sviluppano l’ascolto reciproco le capacità creative

“Cangiante” letteralmente si riferisce alla proprietà degli oggetti di cambiare colore a seconda della rifrazione della luce.
La realtà è proprio così, cangiante.
A seconda di come pieghiamo la testa, le cose possono apparire in un modo piuttosto che in un altro.
E’ il punto di vista sulle cose a renderle di un colore, cambiando ottica potrebbero assumere sfumature diverse.
Non esiste una sola visione o una sola verità.
L’obiettivo è fornire degli strumenti per assumere ottiche diverse per guardarti e amarti.

distanza: 4 km circa
dislivello: +150 circa
tempo in cammino escluse le soste: 2 ore circa
Laboratorio per sviluppare l’apprendimento musicale mediante le emozioni e il divertimento, l’esplorazione della relazione musica-movimento e la percezione del ritmo attraverso giochi cantati, parlati, ballati e mimati.
A cura di Rino e Luisa dell’Associazione Chirilu
opera nel settore di musica e movimento e costruzione oggetti sonori con materiali di recupero
Dal 2006 a tutt’oggi , Chirilu opera nei Circoli Didattici di Pontassieve, Pelago, Rufina , Fiesole (in scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1 grado) con laboratori a carattere musicale-espressivo volti a migliorare, suscitare l’attenzione, la curiosità, l’ascolto dell’altro e il rispetto per ciò e chi ci circonda, l’integrazione fra i vari componenti di un gruppo
Inoltre Chirilu svolge attività di spettacoli musicali , narrazione in musica, canto e percussioni , laboratori di gioco musica rivolta ai bambini ed adulti in feste ed eventi.
Attraverso gli interventi che propone favorisce la conoscenza della musica (ritmo, movimento, suono, universo sonoro , oggetti sonori) utilizzando dei percorsi in cui la relazione fra i partecipanti e l’attenzione al singolo sono al centro.
Collabora con la Scuola di Musica di Fiesole dal 2014, realizzando i Laboratori di Costruzione di strumenti nell’ambito dei Centri estivi musicali ,insieme per scoprire la meraviglia della lavorazione del materiale e della creazione del proprio strumento, un processo che lascia spazio all’osservazione, alle domande, alla riflessione ed allo stupore di scoprirsi capaci di imparare ad imparare attraverso altri sensi e competenze sovente poco considerati nel percorso di apprendimento scolastico.
Ha avuto collaborazioni con l’ Unione Italiana Ciechi, proponendo laboratori sensoriali e musicali ai bambini afferenti all’associazione.
Collabora con i C.E.M.E.A. ( centri per la metodologia dell’educazione attiva ) attraverso seminari formativi rivolti agli adulti, l’auto formazione e sperimentazione permanente, proponendo momenti ludici in manifestazioni pubbliche quali le giornate del CHIANTI LUDENS.
Tra le attività musicali /laboratori rivolte agli adulti il Circle drum – proposta ritmica in circolo, guidati da un facilitatore, rivolto a gruppi di adulti che insieme creano musica e comunicano usando i tamburi e strumenti a percussione dove la musica non necessita della lettura di uno spartito ma scaturisce da un approccio facile ed intuitivo alle percussioni attraverso giochi e sequenze che sviluppano l’ascolto reciproco le capacità creative

la carta fin dalla sua invenzione é stata un bene prezioso. Solo in tempi recenti é passata ad essere uno strumento di massa e proprio per questo è importante il suo riciclo. Il laboratorio catturerà l’attenzione perché sono solo creeremo dei fogli speciali di carta riciclata ma anche perché sarà un momento d’introspezione creativa. I partecipanti imprimeranno sul foglio il loro mantra: daremo vita a un allestimento ispirato alle bandiere tibetane, affidando il nostro messaggio al vento,
che accarezzerà i nostri fogli col suo soffio, a volte dolce a volte potente, e facendoli muovere diffonderà il nostro messaggio ovunque, partendo dalle vette delle montagne che ci ospiteranno.
Le nostre bandiere sacre fatte di carta si consumeranno con il tempo a ricordarci che la vita non è eterna e che non esiste niente di stabile né immutabile.

La ricicletta è l’anima meccanica del laboratorio: pedalando accende la fantasia dei partecipanti, conducendoli in un mondo dove è possibile produrre un’energia che non inquina ma crea. La ricicletta è una vera bicicletta ma è anche un vero frullatore: è una bicicletta che frulla la carta, o un frullatore che pedala. La ricicletta è un’idea nata dalla passione per le due ruote e dal bisogno di diffondere la filosofia del riciclo, il tutto veicolato dalla mia anima artista, che teatralizza ogni cosa con cui viene a contatto.
La mia vita è un viaggio che ha esplorato vari mondi:
un viaggio che ha toccato la filosofia, la musica, il circo quando in Italia era un territorio ancora inesplorato, passando per il mondo della ceramica e del riciclo creativo,
e dalla terra sono alla fine approdata al Mare,
tra grandi navigazioni e insegnamento…e a volte mi sembra che il viaggio sia appena iniziato…
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FB La carta gira in bicicletta
Laboratorio teatrale aperto a tutte e tutti, anche alla prima esperienza teatrale , improntato sull’interazione tra musica, ideazione creativa ed espressione spontanea del gesto-movimento.
Le tecniche basilari dell’improvvisazione guidata conducono i partecipanti dentro un percorso esperienziale ricco di spunti e suggestioni creative, dove l’invenzione del momento scenico si rende gioco e al tempo stesso strumento di conoscenza.
Il percorso si arricchisce di contenuti estrapolati dai quattro elementi primordiali della natura: acqua, terra, aria, fuoco.
Consigliato abbigliamento comodo e una benda, foulard, o qualsiasi cosa possa consentire ai partecipanti di fare alcuni esercizi ad occhi chiusi (scelta libera, si può giocare anche ad occhi aperti)
https://youtube.com/@fabiomascagni?si=YSg0oUILPBuNzLsH
Fabio Mascagni è nato a Prato. Diplomato presso la Scuola di Teatro Laboratorio Nove diretta da Barbara Nativi a Firenze nel 1999. Laureato in Scienze dell’Educazione Sociale presso l’Università degli Studi di Firenze.
Prosegue la sua formazione teatrale guidato da Giancarlo Cobelli, Marcello Bartoli, Serena Sinigaglia, Lucia Calamaro, Carmelo Rifici, Teatro Sotterraneo.
Per anni fa parte della compagnia stabile del Teatro Metastasio di Prato diretto da Paolo Magelli.
Ha lavorato, tra gli altri, con Lina Wertmuller, Cristina Pezzoli, Angelo Savelli, Federico Tiezzi, Stefano Massini, David Ferry, Giancarlo Cauteruccio, Patrick Kermann , Maurizio Panici, Laura Curino, Luciano Melchionna, Marco Plini, Valerio Binasco, Leo Muscato, Massimo Castri.

Il GAMP APS e’ una associazione culturale-scientifica di appassionati di Astronomia costituitasi intorno al 1980 per iniziativa di alcuni astrofili sanmarcellini. Formatosi all’inizio del tutto informalmente, nel 1997 si e’ dato uno statuto con validita’ legale.
L’Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, collocato in località Pian de’ Termini, nel comune di San Marcello Piteglio, è stato realizzato nel 1991 per rispondere alle esigenze culturali e scientifiche.
L’osservatorio è una struttura costruita dal Comune di San Marcello Pistoiese con la collaborazione della Provincia di Pistoia, Il Comune di Piteglio e Regione Toscana.
La prima cupola è una costruzione sferica di 5 metri di diametro, ruotante a 360 gradi, ed ospita il vecchio telescopio da 40 cm di diametro in configurazione Newton-Cassegrain
La seconda cupola, costruita recentemente , ha le stesse dimensioni dell’altra ed ospita il nuovo telescopio da 60 cm. in configurazione Newton- Cassegrain
L’osservatorio è dotato di una sala conferenze e proiezione audiovisivi, che viene utilizzata per riunioni e attività di divulgazione.
Ogni anno viene visitato da migliaia di persone provenienti da tutta la regione. Questa struttura ha permesso di scoprire centinaia di nuovi asteroidi, grazie agli strumenti evoluti di cui è dotata.

Musicista polistrumentista, nato in Giappone, 1981 e cresciuto in Spagna.
“Sono sempre stato interessato nelle capacità del nostro corpo, tecniche che ci sorprendono rendendo il mondo un posto incredibile.”
Handpan, Canto Armonico, Shrutibox, Flauto traverso, sassofono, campane e altri percussioni.
Musica evocativa, con atmosfere meditative e melodie che ti trasportano in un mondo onirico e intimo.
Un concerto inteso come viaggio introspettivo in vibrazioni sonore spirituali.
La musica dal vivo crea atmosfere per connettersi con la propria interiorità, calmare la mente, ritrovare chiarezza e serenità.
Le sonorità vibranti emesse dal canto armonico e da strumenti quali hand pan, flauto traverso e sassofono, shruti box e strumenti della musica folkloristica mondiale, si combinano alla perfezione dilatando i sensi e creando un’atmosfera di ascolto e introspezione. Prendere parte ad un concerto meditativo vuol dire immergersi totalmente in atmosfere sonore in grado di indurre uno stato di rilassamento e liberazione delle tensioni, sia fisiche che emotive.

Da più di trent’anni si occupa di trekking, ed è uno dei maggiori esperti di Cammini in Italia, competenza che gli ha permesso di essere per molti anni consigliere del Ministro della Cultura.
Per anni Paolo Piacentini ha accompagnato gruppi in montagna, per poi impegnarsi nel lavoro di riscoperta, scrivendo nel 2009, con Italo Clementi, il “Manifesto del camminare”, documento che ha portato alla nascita di Federtrek, di cui è uno dei fondatori ed attualmente ricopre il ruolo Presidente Onorario.
Insieme alla federazione, Paolo Piacentini ha ideato e promosso la Giornata Nazionale del Camminare, manifestazione che mette al centro i valori fondanti della filosofia del cammino, partendo dalla dimensione quotidiana per poi trasferirla nella sfera più ampia del trekking, come una delle forme più importanti di turismo sostenibile. Collabora con – Italia Che Cambia- ed altre tesate on line, scrivendo articoli sul tema della cura con un’attenzione particolare ai territori appenninici.
Con Terre di mezzo Editore ha pubblicato – Appennino atto d’amore. La montagna a cui tutti apparteniamo- (2018), libro che propone una fuga temporanea per uscire dalla routine stanca e inconsapevole, e attingere all’energia vitale del movimento a piedi.

Ordinario di Selvicoltura e Pianificazione Forestale , Univ. Di Palermo.
Professore ordinario di Selvicoltura e di Assestamento Forestale dell’Università di Palermo, a riposo. Ha praticato la libera professione di Dottore Forestale prima di dedicarsi all’insegnamento universitario ed è stato per più mandati presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Prato. Dottorato di Ricerca in Economia e Pianificazione Forestale. Socio ordinario dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali e della Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale.

Da quattro anni Luca Vitali è tra gli animatori del Comitato per la Tutela dei Crinali Mugellani, formatosi per cercare di fermare la costruizione di un mega impianto eolico industriale sopra Villore, contrario a ogni norma di rispetto della biodiversità. E’ titolare di una piccola casa editrice specializzata in apicoltura e tematiche ambientali.

Il Comitato “Un altro Appennino è possibile” è nato per contrastare il progetto della nuova seggiovia che vuole arrivare al lago Scaffaiolo. La realizzazione di questo progetto determinerebbe un danno irreversibile a un ambiente che è la vera risorsa su cui costruire un futuro sostenibile. Il recupero, anche produttivo, della montagna poggia su una base agro-silvo-pastorale di piccole e medie imprese, sull’artigianato, sul turismo dolce, sulla cultura. Serve una visione ecosistemica che unisca i territori in una relazione di reciproca dipendenza e di obiettivi comuni. Fondamentale la costruzione di una nuova relazione tra città e campagna-montagna in cui i giovani possano recitare un ruolo importante. A questo lavora il comitato.
Vittorio Monzoni:
Prof. di Fisica (ultima sede Università di Ferrara); dal 1991 vivo in Appennino; gestisco un’attività agricola e culturale e partecipo al progetto del Biodistretto dell’Appennino bolognese ed al progetto Rosa Romana (frutticoltura tipica dell’Appennino); da anni mi occupo dei problemi del territorio.

Bubble artist professionista inizia ad apprendere quest’arte nel 2009, dopo essere stato allievo diretto del pioniere del mondo delle bolle di sapone in Italia, Renzo Lovisolo.
Dotato di uno stile unico e personale nella tecnica delle bolle, condisce i suoi spettacoli anche con la poetica e la mimica del clown, arte che ha iniziato a studiare e studia ancora con insegnanti di rilievo in questo campo (Jean Meningue e Paolo Nani per citarne alcuni)
Comincia il suo percorso con spettacoli in strada per poi esibirsi negli anni in diversi paesi del mondo (Sud Africa, Spagna, Francia, Israele) e in diversi contesti come palchi di teatro, piste di circo e televisione (Tu Si que Vales, telethon e soliti ignoti)
Recentemente è stato il bollista ufficiale del parco di divertimenti Spagnolo “Port Aventura”, al quarto posto nella classifica dei parchi Europei.

“Le bolle di sapone non hanno fretta, esistono in una dimensione sospesa nel tempo. Non siamo noi che le facciamo arrivare, sono loro che arrivano. Un bollista è il tramite fra quel mondo e il nostro mondo”
Thomas Goodman, magico bollista, vi guiderà in un viaggio alla scoperta del merabolloso mondo delle bolle di sapone.
Tra gag e poesia passando dalle micro bolle a quelle giganti, dalle bolle con le mani o con strumenti strani, scalando bolle vulcano e domando bolle di fuoco, vi ritroverete sotto una pioggia di bolle e chissà forse anche dentro una di esse, per poi volare via liberi nel cielo insieme ai vostri sogni.

La band è composta da
Folco Tredici (voce, armonica, chitarra),
Stefano Girone (contrabbasso e cori),
Leonardo Bartolomei (washboard/ batteria, cori),
Leonardo Bartolini (sax tenore, cori).
Il loro modo di suonare è autentico, senza fronzoli o orpelli inutili. “Genuino appunto” Si ispirano al rock roll autentico quello degli anni ‘50 ‘60.
Il suono fatto di ricerca di quello puro senza effetti ma suonato con la pancia, con l’unico scopo di far ballare e di ricordare un atmosfera da “Toga Party”.
Per l’estate 2022 (DURANTE IL PERDIODO PANDEMICO) abbiamo restaurato e trasformato una roulotte in un palco su ruota per rendere originali feste ed eventi… E PER AVERE LA FESTA SEMPRE A PORTATA DI MANO… dai un occhiata sul canale instagram
Tra gli artisti più riproposti vi proporranno Rolling Stones, CCR, Chuck Berry, Beatles, Johnny Cash, Dick Dale, Sam Cooke, Ray Charles e l’intramontabile Elvis.
https://www.instagram.com/lobalobalovers/

Niko Pantano è nato nel 1996 a Milano, in Italia. Sin da adolescente si è dedicato allo studio del canto e della scrittura di canzoni.
Mosso dalla sua passione per la storia e per le culture straniere, ha iniziato a viaggiare fin dalla prima adolescenza, avendo la possibilità di avvicinarsi alla musica di culture diverse, tra cui marocchina, saharawi, andalusa e australiana. Soprattutto quest’ultimo, influenzerebbe particolarmente lo stile dell’artista, e inoltre, lo stile di vita andaluso ispiratore lo porterebbe a vivere e viaggiare esibendosi per le strade del mondo come suonatore ambulante, prendendo come esempio i cantanti di flamenco.
Comincia a scrivere le proprie canzoni con l’influenza della musica folk, che lo accompagna durante i suoi viaggi, e della musica soul, un genere che gli permette di esplorare la propria voce e ne esalta il timbro espressivo, caldo e penetrante.
Inoltre, la sua arte include l’improvvisazione e la creazione di linee vocali singolari che rendono il suo stile raffinato e profondo ma anche diretto e versatile per vari contesti.
Oggi si esibisce per le strade d’Italia e d’Europa, nei pub, ristoranti e in eventi pubblici e privati.

I Jingo Biloba nascono all’inizio del 2023 a Pistoia dall’unione di otto musicisti provenienti da band e stili musicali diversi ma accomunati dall’amore per la musica dei popoli, dalla voglia di divertirsi su un palco, e di condividere e vivere qualcosa con il pubblico.
Il progetto artistico dei Jingo Biloba affonda le radici nella musica tradizionale di diverse parti del mondo: dalla cumbia, la samba e gli altri ritmi latino americani, alla musica etnica africana, fino alla musica popolare italiana ed europea. Gli arrangiamenti, originali ma al contempo musicalmente universali, si lasciano contaminare da sonorità rock e da molteplici altre sfumature contemporanee, e approndano all’afrobeat, al latin e afro rock, sempre con l’intento di mantenere e rispettare le caratteristiche primitive dei generi e dei brani. Il ritmo caliente scandito da batteria e percussioni è sorretto da chitarra elettrica, basso elettrico e sassofono, per accompagnare tre voci femminili, che si alternano a momenti strumentali e solistici, in combinazioni e soluzioni musicali volte a convergere in punti culminanti e scatenare suggestioni e vibrazioni profonde. La performance che ne risulta mira a coinvolgere direttamente il pubblico, attraverso il movimento, il ballo, il canto, in modo tale che spettatori e musicisti sono portati a vivere in sintonia momenti di intensa coralità.
Formazione completa:
DAVIDE MALITO LENTI: batteria, percussioni.
HIDDE HEYDENDAEL: congas, cajón, percussioni.
FRANCESCO BIADENE: chitarra elettrica.
GIULIO CIVILINI: basso elettrico.
EMILIANO TOZZI: sassofono.
SATÌ PIASTRELLI: voce, percussioni.
MARTINA LAZZERI: voce, percussioni.
ELENA ALIBRANDI: voce, percussioni.

L’Associazione Italiana di Medicina Forestale si occupa di tanti progetti per favorire il contatto tra le Persone e la Natura, in particolare restituendo alle nostre coscienze la consapevolezza che gli Alberi e le Piante sono esseri viventi con intelligenza, memoria, capacità di elaborare strategie, capacità di comunicare, con una spiccata predisposizione alla cooperazione, invece che alla competizione. Uno di questi progetti ha dato vita al Gruppo Musicale “The Plant Players” che, grazie ad uno strumento di Neurobiologia Vegetale in grado di leggere le variazioni istantanee della resistenza elettrica delle Piante, trasforma la Fisiologia Vegetale in note musicali! In questo modo diventa possibile rendersi conto di come la Pianta sia sensibile al contesto, al contatto, alla presenza di animali, insetti o umani, ai nostri stessi pensieri: la fisiologia cambia, così anche la “resistenza elettrica” e quindi la “musica” ascoltata CAMBIA istantaneamente se la Pianta viene toccata, se il sole splende oppure viene oscurato, se c’è acqua nella terra oppure no, ma anche se l’atmosfera emotiva attorno alla Pianta si trova repentinamente a cambiare. Infatti, urla, abbracci, canti, sorrisi, carezze, parole di dolcezza o parole di disprezzo inducono reazioni diverse in ogni Pianta, grazie alla loro spiccata sensibilità ai BVOC (Biogenic Volatile Organic Compound), molecole volatili che coinvolgono anche i nostri Ormoni e Neurotrasmettitori, in un modo che colpisce sempre noi umani, che diveniamo consapevoli di questa reattività attraverso la percezione sonora! Durante l’ARUM Festival, assisteremo ad un originalissimo “CONCERTO VEGETALE”, realizzato grazie ad alcune Piante presenti nell’area che “canteranno” dapprima individualmente e poi in ensemble, anche con l’inserimento di Artisti Umani che improvviseranno con Strumenti Musicali e Voce assieme alle Piante! Sono previsti anche “Esperienze di Contatto Musicale” (momenti di contatto personale tra i partecipanti e le Piante).
Durante l’ARUM Festival, Ernestina Zavarella (Artista, Pittrice, Esperta in Musicoterapia, Arteterapia, Movimento Creativo, Ricercatrice nel campo delle Tecniche Corporeo-Espressive Vocali) presenterà “SOUND & DANCE TRAINER” il Corso esperienziale di Danze Sacre nel Bosco! Unisciti a noi in un’esperienza unica e profonda, immergendoti nella bellezza della natura e nell’espressione del movimento emozionale. In questo corso, avrai l’opportunità di connetterti con te stesso, con gli altri partecipanti e con l’energia vitale del Bosco attraverso le Danze Sacre provenienti da diverse tradizioni spirituali. Esploreremo le tradizioni antiche e contemporanee delle Danze Sacre, che combinano movimento, ritmo e intenzione per creare un’esperienza di elevazione spirituale e di unione con la Natura. Immersi nella Magia del Bosco, avrai l’opportunità di sperimentare la connessione con la Natura e le sue Energie Vitali. Non è richiesta alcuna esperienza di danza precedente. Ti invitiamo a unirti a noi per un’avventura di esplorazione interiore, connessione con la natura e condivisione con gli altri partecipanti!
Maddalena e Manuele vi invitano in un cerchio dinamico, un’interazione in cui si esplorano alcune espressioni dell’intimità. Sarete invitati a viverla non tanto come contatto sessuale, bensì come un ponte da cuore a cuore, da anima ad anima. L’idea è quella di un triangolo intimo ai cui vertici ci sono noi stessi, l’altro e la Natura. Attraverso alcune pratiche potrete fare esperienza di un naturale sviluppo e unione tra questi vertici, grazie anche al supporto di un ecosistema straordinario. Le pratiche verrano infatti svolte nel bosco. Verrà eplorato lo spazio nel quale l’intimità si radica, cioèè dentro di noi, per poi svilupparsi verso l’alto e offrire i suoi frutti all’ambiente. Sarà un viaggio di radicamento, centratura, connessione e gentilezza.
L’intenzione è di entrare in contatto con la nostra saggezza somatica e spirituale, che trascende il mentale, lasciandola diffondersi, e accogliendo quella dell’altro, per poi assieme sentirsi parte dell’ecosistema. È un messaggio di amore, sopratutto nei confronti della nostra Casa.

Madre, antropologa, naturopata e doula olistica. Insegnante di yoga e pratiche tantriche.
Ha iniziato da giovanissima a creare e condurre percorsi, individuali e di gruppo, nei più svariati contesti; le piante, il respiro, il corpo e la creatività sono parte integrante del suo cammino e del suo servizio.
È creatrice del progetto di Donna Indigena www.donnaindigena.it, che offre cammini e servizi specifici rivolti a donne di tutte le età, coppie, madri e genitori.
Da poco è uscito il suo primo libro “Il Sentiero Rosso. Il Risveglio dell’Alchimia Uterina” (Edizioni UnSoloCielo).
Uomo in cammino, facilitatore, blogger e coach. Nel suo percorso cerca di integrare l’intelletto, il lavoro spirituale, la sessualità e la somaticità, aspetti che in passato erano per lui in conflitto tra di loro.
Si dedica a supportare uomini alla ri-scoperta di una maschilità consapevole e integrata.
Il suo lavoro comprende anche percorsi individuali e di gruppo di intimità alchemica dedicati a tutte le persone.
Le evidenze scientifiche hanno da tempo dimostrato che l’Ambiente Forestale è in grado di produrre effetti benefici sui parametri fisiologici e psicologici umani, in relazione alle funzioni cardiovascolari, metaboliche, respiratorie, oltre a ridurre depressione ed ansia e migliorare le capacità di attenzione e concentrazione. Durante l’ARUM Festival gli amici di A.I.Me.F. ci guideranno in una Immersione Forestale, o Shinrin-yoku, durante il quale si possono osservare e misurare (in entrata e in uscita dal Bosco) le variazioni di sull’equilibrio del Sistema Neurovegetativo attraverso la Frequenza Cardiaca, la Pressione Sistolica e Diastolica, i Parametri HRV ed alcuni Questionari in grado di rilevare lo Stress Percepito e il Tono dell’Umore. Una Immersione Forestale comporta una passeggiata lenta e consapevole, a diretto contatto con gli Alberi e gli Organismi Vegetali presenti nel Bosco, favorendo il relax e la ricreazione, respirando sostanze volatili (B-VOC o Fitoncidi), principalmente Oli Essenziali e Composti Organici liberati dagli Alberi, dal Tronco, dalle Foglie, dai Fiori, dalle Radici, dal Terreno… come a-Pinene, Quercetina e Limonene. Questi effetti positivi e fortemente rilassanti della Foresta e dagli Alberi sono generati in modo incrementale man mano che il nostro corpo entra in contatto con i Composti Organici assorbiti, in combinazione con l’aumento del livello di attività fisica, delle interazioni sociali, dell’esposizione alla luce solare e alle informazioni chimiche, fisiche, energetiche che provengono dall’ambiente naturale. Tutto, in Natura, assume un potere terapeutico: le sostanze liberate dalle piante, la temperatura dell’aria, l’umidità, l’illuminazione, i suoni, i colori, il contatto diretto con i tessuti vegetali e vitali, con il terreno… sperimentati individualmente attraverso i nostri cinque sensi.
Facilitatrice esperta di Forest Bathing (immersioni consapevoli nel bosco), e profonda conoscitrice delle piante officinali.
Dal 2012 tiene corsi di riconoscimento e utilizzo di piante officinali, per la salute e l’uso in cucina, oltre a laboratori di trasformazioni erboristiche e percorsi di consapevolezza in natura.

Leggendiario è un progetto di ricerca e divulgazione che si propone di raccontare le leggende dell’Appennino italiano, utilizzando la creatività, il disegno, la narrazione, come strumenti divulgativi. L’idea è quella di stimolare nelle nuove generazioni (e non) un rapporto empatico/emotivo con il territorio: una relazione che va oltre le dinamiche di mercato e di sfruttamento del territorio, una visione differente, magica, in contrasto con la visione scientifica e positivista che racconta il territorio prendendone le distanze. Crediamo che noi, così come voi, facciamo parte del territorio e delle sue storie. Vogliamo recuperare e tramandare quelle storie, quelle usanze, quelle tradizioni che nelle notti d’inverno venivano raccontate nelle cucine delle nonne e nelle notti d’estate intorno ai falò. Vogliamo tornare a vedere la montagna come un luogo misterioso, pieno di storie da ascoltare. Vogliamo trasmettere questa visione tramite il gioco, la manualità, la creazione di oggetti di fantasia che riempiti di significati magici possano lasciare una traccia nella costruzione dell’immaginario comune del territorio.

SconfinataMente Yoga partecipa all’organizzazione di Orsigna ARUM Festival, per i valori che diffonde e per la solidarietà che il Festival sostiene con grande determinazione.
Nelle giornate di Orsigna ARUM Festival, in una totale immersione nella natura, ci saranno numerose lezioni di Yoga, di Meditazione e tanto altro, con i preziosi contributi di: Niccolò Paparozzi, Marina Ermini, Federica Fini e Leo.
SconfinataMente Yoga è un progetto 100% solidarietà, è incontro, partecipazione e condivisione, un modo di diffondere ed esplorare nuovi sentieri attraverso le molteplicità dello Yoga.
Le lezioni sono offerte da numerosi insegnanti e musicisti che collaborano con impegno e grande generosità.
Gli incontri si svolgono tra esercizi fisici, statici e dinamici, approfondimenti, pratiche di respirazione e di meditazione, con irrinunciabili momenti di gioco e allegria.
La storia ha origine nel 2005 con l’ideazione di incontri Yoga, liberi e gratuiti, nel Parco delle Cascine di Firenze. L’attività viene svolta nei mesi estivi e riscuote nel tempo una crescente partecipazione, tanto da richiamare ogni volta oltre un centinaio di persone. Ad oggi la pagina facebook “Facciamo Yoga alle Cascine” ha oltre 7.500 iscritti.
SconfinataMente Yoga prende vita nel 2013 dai fondatori degli incontri Yoga nel Parco delle Cascine, un gruppo di amici che ha il desiderio di diffondere un messaggio propositivo: praticare e condividere lo Yoga dando la possibilità a tutti di avvicinarsi a questa pratica e nel contempo sostenere progetti di solidarietà, attraverso libere donazioni.
SconfinataMente Yoga è un progetto in collaborazione con la Comunità dell’Isolotto – Centro Educativo Popolare ODV.
Pagina facebook: SconfinataMente Yoga
Email: sconfinatamenteyoga@gmail.com

La Natura farà da Musa per andare a stimolare l’espressività di ogni partecipante. Partendo dalle sensazioni tattili, olfattive, uditive e visive indagheremo la via per poterle trasformare in parole, in gesti e improvvisazioni teatrali. Il lavoro sarà guidato da Romina Breschi e Sara Balducci insieme ai ragazzi di InventoTempo (Servizio privato di Arca Cooperativa sociale rivolto a persone diversamente abili) e de l’Incontrario (Associazione di promozione sociale che nasce come progetto di integrazione lavorativa e inclusione sociale per ragazzi con disabilità in collaborazione con Arca Cooperativa sociale).
Conduttrici
Romina Breschi, responsabile, referente e educatrice in servizi rivolti a soggetti diversamente abili con esperienza ventennale. Insegna teatro da oltre dieci anni presso il Funaro, Pistoia.
Sara Balducci, Danzamovimentoterapeuta (A.T.I), educatrice da quasi venti anni in servizi rivolti a soggetti diversamente abili. Insegna teatro da oltre dieci anni presso il Funaro, Pistoia.
Laboratorio di conoscenza attiva e creativa di sé, durante il quale esploreremo il nostro panorama interiore contattando alcuni Archetipi, simboli primordiali che ci informano e ci guidano.
Durante i laboratori esploreremo parti di noi, parleremo di cosa è un archetipo e come agisce.
Dopo una prima introduzione teorica seguiranno delle pratiche esperienziali e percettive, utilizzando il corpo e l’immaginazione come strumenti esplorativi per incarnare e dar voce a parti di sé che affiorano attraverso l’incontro con le figure archetipiche.
L’obiettivo è quello di acquisire nuove conoscenze sul mondo degli Archetipi e dei simboli per approfondire la conoscenza di sé, acquisendo fiducia nel proprio potenziale creativo innato.
Un’esperienza attiva e creativa del nostro panorama intimo, da contemplare e vivere nella partecipazione.
BIO
Marta nasce e cresce a Firenze dove si forma come Naturopata, specializzandosi in Medicina Spagyrica.
Artista ed Educatrice, fonde le sue esperienze e conoscenze nella creazione di percorsi esperenziali volti a favorire l’emersione della verità personale.

Mi chiamo Francesco Consorti, sono psicologo e artigiano per passione e dunque di professione. Da qualche anno le emozioni sono diventate il centro della mia vita, non solo perché tutti i giorni hanno qualcosa da insegnarmi, ma anche perché le studio con amore e con amore provo a restituire tutto ciò che ho imparato condividendolo con chi decide di percorrere parte del suo cammino insieme a me. Il progetto attraverso il quale faccio questo si chiama Esplorazione Emotiva. Dato che la scoperta mi affascina non solo visitando i nostri mondi interiori, ma anche viaggiando per il mondo, raccolgo oggetti che contengono una storia per trasformarli in creazioni da consegnare a chi ci si sente in sintonia. Alrisha Bazar è il progetto che vede me e mia sorella intenti a realizzarli. Che sia dentro o fuori, per me il viaggio è essenziale poiché serve non solo a scoprire nuovi mondi, ma anche a guardare con nuovi occhi.

Il laboratorio di riconoscimento erbe spontanee si divide in due momenti:
– una parte introduttiva di presentazione del mondo delle erbe, illustrando quello che hanno significato, significano e potranno significare per l’essere umano.
– una passeggiata di riconoscimento e approfondimento delle erbe che troveremo sul nostro cammino, ad uso alimentare, aromatico, officinale e di quelle tossiche per l’essere umano.

Esplorare la voce e le sue potenzialità espressive, lavorando sulla respirazione e sulla conoscenza dello strumento corpo/voce;
Imparare musiche di altri mondi aprendosi all’intuizione e all’ascolto reciproco, attraverso polifonia vocale e improvvisazione. I partecipanti daranno vita a una rete di suoni che collegherà la voce del singolo a quella degli altri, ovvero la storia e l’esperienza individuali a quelle universali.
È aperto a tutti coloro che vogliono sperimentare l’uso della voce come strumento di relazione, cura e gioia.
Non è necessario avere competenze musicali.
Escursione – Durata 3 ore circa. Dislivello + 400m. Difficoltà E.
(percorso da definire)
Un’escursione nei luoghi intorno al Pian dell’Osteria, alla scoperta dei toponimi e delle loro storie, della vitalità antica e nuova di queste montagne, e del perché Orsigna è un posto unico e che colpisce al cuore.
Tutte le escursioni saranno accompagnate da guide ambientali escursionistiche titolate e da membri del nostro staff
Escursione – Durata 5 ore circa. 7 km Dislivello + 350m. Difficoltà E.
Oggi andiamo a camminare in montagna e nel bosco per divertirci, per rigenerarci, “per stare bene”. In pochissimi vanno ancora nel bosco per lavorare. Ma fino a qualche decennio fa non era così. Il bosco brulicava di umanità, di lavoro, di movimento, di mestieri e di saperi senza smartphone e senza rete, ma che hanno ancora dei messaggi per noi, per aiutarci a “leggere” quello che abbiamo intorno. Un’escursione all’inseguimento di legname, carbone, animali, carretti, e di qualche personaggio misterioso…
Tutte le escursioni saranno accompagnate da guide ambientali escursionistiche titolate e da membri del nostro staff
Escursione – Durata 5 ore circa. 9 km Dislivello + 600m. Difficoltà E.
(Pian dell’Osteria, Passo del Termine, Faggione, Donnamorta, Balzo del finocchio, Pian dell’Osteria)
Un cammino sulla colonna vertebrale del paese. A piedi sui sentieri di un’identità perduta, spolpata fino all’osso. Ma ancora e sempre presente nelle terre più interne, sempre capaci di accogliere, di resistere, di rigenerare. Alla scoperta dell’Appennino patria di un’umanità con la schiena curva per il lavoro ma dritta davanti alla vita. Storie e luoghi di ferite e di cicatrici, di fratture e di ricostruzioni.
Tutte le escursioni saranno accompagnate da guide ambientali escursionistiche titolate e da membri del nostro staff
Escursione di 3 km Dislivello + 150m.
Breve escursione per muovere i primi passi nei boschi dell’Orsigna e sentirsi a casa. Per iniziare a respirare, a immergerci, a stare insieme sentendoci parte del tutto.
Tutte le escursioni saranno accompagnate da guide ambientali escursionistiche titolate e da membri del nostro staff.
MD, DO, Medico Chirurgo, Osteopata e Posturologo, Facilitatore di Medicina Forestale, Esperto del Metodo Permasalute®, Esperto del Metodo Plantfulness® Osteopatia & Benessere Vegetale, è da molti anni impegnato nella formazione, nella ricerca e nella diffusione delle Discipline CAM e Bionaturali. Attualmente Presidente del Provider A.I.R.O.P., dell’Associazione A.I.Me.F. Associazione Italiana di Medicina Forestale e Direttore dell’Istituto di Formazione EDUCAM in Roma. L’attività clinica, didattica e divulgativa nonché la passione per la ricerca scientifica sui temi propri delle Discipline di Promozione della Salute, lo hanno portato a collaborare con Università, Scuole, Istituti di Ricerca e Associazioni in Italia e in Europa. Autore di diversi Articoli Scientifici, Saggi e Libri.

Attraversando le foreste della California, Tiziano Fratus (Bergamo, 1975) ha incontrato le sequoie e i pini millenari, primo seme di un percorso che lo ha portato a pellegrinare e a cucire i margini di una storia umana, arborea e spirituale e a coniare concetti quali Homo radix, Dendrosofia e Silva itinerans. Buddista agreste e nomade editoriale, Fratus ha scritto per quotidiani e periodici e contemporaneamente ha composto un vasto silvario compreso “tra la carta e la corteccia”, opere di poesia, saggistica, viaggio, narrativa e fotografia pubblicate da editori di ampia diffusione e marchi indipendenti. Tra le sue opere si ricordano Alberi Millenari d’Italia (Gribaudo), Giona delle sequoie (Bompiani), Manuale del perfetto cercatore di alberi (Feltrinelli), L’Italia è un bosco (Laterza), Ogni albero è un poeta (Oscar Mondadori), Il bosco è un mondo (Einaudi), Sogni di un disegnatore di fiori di ciliegio (Aboca), Il libro delle foreste scolpite (Laterza), Sutra degli alberi (Piano B), I giganti silenziosi (Bompiani), Poesie creaturali (LDN), Manuale del giovane inventore di alberi e foreste (Gribaudo) e Agreste (Piano B). Ha ideato e condotto trasmissioni radiofoniche per Radio Francigena; attualmente è voce dei grandi alberi per Geo di Rai 3 e la serie di podcast Radio Arbor – Gli alberi parlano. Le sue fotografie sono state oggetto di personali mentre le sue poesie sono state sostenute da Versopolis, tradotte in undici lingue e pubblicate in venti paesi. Vive nella campagna piemontese ai margini di un bosco.
Sito: Studiohomoradix.com

Paolo Ciampi, giornalista e scrittore fiorentino, si divide tra la passione per i viaggi lenti e la curiosità per i personaggi dimenticati nelle pieghe della storia. Ha all’attivo oltre trenta libri con diversi riconoscimenti nazionali come lo Spadolini per la biografia e il Maldini per la letteratura di viaggio. Promuove passeggiate letterarie e manifestazioni sull’Appennino. Gli ultimi suoi libri sono La terapia del bar (Ediciclo) e Un popolo in cammino (Bottega errante)

LEONARDO MARRAS
Dal 2020 Assessore regionale con delega all’economia e al turismo.
Eletto in Consiglio regionale nel 2015, è stato componente della Prima Commissione e della Commissione per la ripresa economica della Toscana costiera. Nel 2015 è Ufficiale al Merito della Repubblica per la gestione dell’emergenza Costa Concordia. Attivo in politica dal 1992, prima come consigliere comunale, poi come sindaco di Roccastrada, viene eletto Presidente della Provincia di Grosseto dal 2009 al 2014. Dal 2012 al 2014 ha rappresentato l’Italia nel “Congresso dei Poteri locali e regionali” del Consiglio d’Europa e dal 2012 al 2015 è stato Presidente e coordinatore del Gruppo di Azione Costiera – Costa di Toscana.

ALESSANDRO TOMASI
Alessandro Tomasi è nato il 18 settembre 1979 a Pistoia. Sposato con Stella dal 2010, è padre di Manfredi e Marco. Laureato in Scienze Politiche alla facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze, ha sempre vissuto del proprio lavoro di artigiano, ma fin da ragazzo ha dedicato tempo e forze all’impegno civile e politico per la città: prima come rappresentante di istituto all’Iti Fedi (Istituto tecnico industriale) e come membro della Consulta provinciale degli studenti, poi come presidente provinciale del Movimento giovanile di Alleanza Nazionale e coordinatore regionale.
Nel 2007 è stato eletto in consiglio comunale e nel 2014 ha dato vita al gruppo consiliare Pistoia Domani continuando a seguire le tematiche sociali. Nella sua attività di consigliere si è occupato in particolare di urbanistica, bilancio, ambiente, cultura e controllo delle aziende partecipate.
Grande tifoso della Pistoiese, è appassionato di letteratura americana, ama la musica rock e cantautorale degli anni Settanta e Ottanta e colleziona fumetti d’autore.
Sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega Nord, Forza Italia e dalla lista civica Pistoia Concreta, il 25 giugno 2017 è stato eletto sindaco di Pistoia.
Il 12 giugno 2022 – appoggiato dalle liste Ale Tomasi Sindaco, Fratelli d’Italia, Centristi Forza Italia, Lega e Amo Pistoia – è stato confermato dai pistoiesi sindaco al primo turno.

Simone Donati
(1977) è nato a Firenze dove vive e lavora. È uno dei fondatori del collettivo TerraProject che dal 2006 si occupa di tematiche sociali, politiche ed ambientali, in Italia ed all’estero.
La sua fotografia racconta prevalentemente il territorio italiano, con progetti a lungo termine dove la lentezza e la profondità sono la base, insieme all’approccio documentario. La sua ricerca è caratterizzata dallo studio del paesaggio e dalla relazione dello stesso con le persone che lo abitano.
Negli anni 2009-2015 la sua attenzione si è concentrata sulla situazione politica e sociale italiana con la pubblicazione di “Hotel Immagine“, il suo primo libro frutto di un autoproduzione. Con “Varco Appennino“, pubblicato da Witty Books nel 2021, ha portato avanti per 4 anni un’esplorazione delle aree interne dell’Appennino meridionale italiano.
Simone è stato selezionato come uno dei tre finalisti nella categoria ritratto del Sony World Photography Awards e ha ricevuto il 3° posto al Premio Ponchielli con “Welcome to Berlusconistan”. Con “Valley of Angels” è stato finalista all’OjodePez Award.
Le sue immagini sono esibite in mostre in Italia ed all’estero e sono pubblicate dalle maggiori riviste italiane ed estere come Internazionale, Io Donna, La Repubblica, L’Espresso, Le Monde Magazine, Newsweek Japan, The Washington Post, Sette e Vanity Fair.
web: www.terraproject.net
email: simone@terraproject.net
mobile: +39.380.7328595

Mattia Micheli
Nato a Perugia nel 1989, Mattia Micheli è un artista visuale che lavora principalmente con il mezzo della fotografia documentaria.
Dopo essersi diplomato alla Fondazione Studio Marangoni e aver lavorato come assistente per artisti come Abelardo Morell e Steve Double inizia a lavorare come fotografo per assignment editoriali e pubblicitari.
Le sue fotografie vengono pubblicate dalle principali riviste italiane e straniere (BBC Focus,Der Greif, D la Repubblica, De Morgen, de Volkskrant, Forbes, Le Point, la Repubblica, La Stampa, Neue Zürcher Zeitung, Munchies, Port Magazine,Sportweek, Wired, Vice, The Stylist, The Guardian, The Telegraph)
I suoi progetti personali appaiono in mostre personali e collettive in Italia e all’estero in numerosi festival fotografici (Emcontros da Imagem, Image Vevey, Athens PhotoFestival, Gazebook, Slideluck, Voies Off, Krakow Photomonth, Photolux).
Durante gli ultimi anni ha seguito un progetto personale sul controverso tema dell’ utilizzo civile di armi da fuoco in Italia. Attualmente sta lavorando ad un progetto relativo al processo di antropizzazione delle Alpi.
Il suoi lavoro esplora specifici codici culturali in ambienti sociali poco esplorati ed aree difficilmente accessibili. Le sue immagini si concentrano spesso con tagliente ironia su dettagli elusivi, misunderstanding e ambivalenze; negando l’imposizione di un singolo sviluppo del racconto documentario, caratterizzato da un approccio non oggettivo.
Il suo lavoro è attualmente rappresentato da Parallelozero e Institute Artists.
Ha lavorato in ambito commerciale per una vasta gamma di clienti.
(Amazon Prime Video, Aiym Studio, Blink, Boom Image Studio, Contrasto, Home In Italy, Isole & Olena, International Journalism Festival, Luxury Retreats, National Geographic, Musei Civici Fiorentini, Pitti, Rubner Haus).

Paolo Caggiano (1968), architetto, svolge la libera professione dedicandosi prevalentemente alla progettazione architettonica, al design d’interni, alle indagini diagnostiche dell’edilizia civile ed al restauro di edifici storici su cui ha scritto saggi. È stato autore di una rubrica periodica di itinerari di opere architettoniche del Novecento e si occupa di progetti di catalogazione informatizzata di architetture. È membro del Consiglio direttivo del Centro internazionale per la conservazione del patrimonio architettonico, organizzazione non governativa privata che opera nell’ambito della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio architettonico, per la quale organizza seminari e corsi di perfezionamento. È inoltre impegnato sulle tematiche della professione ricoprendo ruoli istituzionali tra cui la presidenza dell’Ordine degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori della Provincia di Pistoia e quello di delegato provinciale di Inarcassa, Cassa di previdenza ed assistenza degli architetti e Ingegneri.

Nato a San Marcello Pistoiese (quando ancora si nasceva nei paesi) e orgoglioso di questo, ha fatto il giornalista. Prevalentemente negli uffici stampa di Regione Toscana. In pensione da 8 anni, tiene molto a fare il nonno e a gustarsi film di qualità. Rompe le scatole a tutti, convinto sul ritorno della vita autentica dove oggi pare abitare lo spopolamento.

Nato nel 1967 ad Aarau (Svizzera) risiedo sulla Montagna Pistoiese dal 1970.
Nel 1986 ho ottenuto il Diploma di Maturità Scientifica ed ho proseguito gli studi Musicali, iniziati durante gli anni della scuola superiore, seguendo i corsi di composizione e direzione d’orchestra diplomandomi nel 1996.
Più tardi mi sono iscritto alla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa e ho conseguito la laurea con il massimo dei voti. Successivamente mi sono abilitato all’esercizio della professione di ingegnere nei settori industriale e dell’informazione.
Ho insegnato educazione musicale per alcuni anni in varie scuole della Provincia di Pistoia. Dal 1994 lavoro al Comune di San Marcello, oggi San Marcello Piteglio, prima come operaio, successivamente come impiegato. Ho collaborato con il Dipartimento dell’Energia e dei Sistemi dell’Università di Pisa su tematiche che riguardano il mondo delle reti e i sistemi di gestione per la Pubblica Amministrazione.
Sono stato a lungo impegnato in vari settori del volontariato sociale. Volontario della Croce Verde di Prunetta ne sono stato coordinatore dal 1992 al 1995. Dal 1995 al 2012 sono stato consigliere della Pro Loco. Da “sempre” dirigo il coro parrocchiale della mia frazione. Da militante ho seguito la parabola storica di una costola della sinistra, dal PDS ai DS fino ad arrivare al PD al quale ancora oggi sono iscritto.
In ambito amministrativo ho condotto diverse esperienze:
Capogruppo consiliare al Comune di Piteglio dal 1995 al 1999;
Assessore alla Cultura e al Turismo al Comune di Piteglio dal 1999 al 2004;
Componente del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Teatrale Pistoiese dal 1996 al 2003;
Presidente del Comitato di Gestione del Teatro Intercomunale della Montagna dal 1996 al 2004;
Componente del Comitato Turistico di Indirizzo della Provincia di Pistoia dal 2001 al 2004;
Dal 2011 al 2014 consigliere di amministrazione dell’Unicoop Montagna Pistoiese;
Dal 26.05.2014 al 31.12.2016 sono stato Sindaco di Piteglio (decaduto per fusione con S.Marcello);
Nello stesso periodo Vice Presidente dell’Assemblea dei Soci di CoSeA Consorzio;
Dal 2015 al 2020 Consigliere Nazionale Uncem (Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani);
Il 5 marzo 2017 ho vinto, con il 61% dei consensi, le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato Sindaco alle elezioni del successivo 11 giugno. Da quella data sono Sindaco del nuovo Comune di San Marcello Piteglio essendo stato riconfermato nel giugno del 2022.
… dal mese di novembre 2017 sono membro del comitato direttivo di ANCI Toscana e responsabile delle politiche per la montagna …
… dall’otto aprile 2019 sono Presidente della Provincia di Pistoia.
Nato a San Marcello Pistoiese (quando ancora si nasceva nei paesi) e orgoglioso di questo, ha fatto il giornalista. Prevalentemente negli uffici stampa di Regione Toscana. In pensione da 8 anni, tiene molto a fare il nonno e a gustarsi film di qualità. Rompe le scatole a tutti, convinto sul ritorno della vita autentica dove oggi pare abitare lo spopolamento.

Damiano Landi e’ attivo nel mondo dell’energia e dell’ambiente da quasi quaranta anni.
Ha trattato le relazioni territoriali per le grandi opere, strenuo difensore della transizione energetica ne auspica una traduzione di innovazione, di sviluppo e di concertazione.
Console del Touring Club Italiano, giornalista dell’ Unione della Stampa Cattolica, appassionato di storia e di divulgazione, fondatore ed appartenente a molte realta’ del mondo dell’Associazionismo ha partecipato tra gli altri ai soccorsi per il terremoto dell’Aquila per l’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari per la quale e’ stato per anni Consigliere Nazionale. Cavaliere di Parte Guelfa e provveditore alla sostenibilita’ della stessa, cerca la coniugazione tra la madre terra e la mano dell’uomo. E’ ora coordinatore per lo sviluppo dei porti green e per l’idrogeno per la rete elettrica nazionale.

Folco Terzani
è nato a New York e cresciuto in Asia. Oltre ad aver scritto libri e girato documentari, in genere su temi della spiritualità, ha passato lunghi periodi con Madre Teresa a Calcutta e con gli asceti indiani dell’Himalaya. Adesso abita all’Orsigna.

Tiziano Fratus
Tiziano Fratus (Bergamo, 1975) cresce nei paesaggi della pianura padana e del Monferato, fin da bambino ammira la natura e coltiva la propria natura solitaria.
Attraversando le foreste della California, incontra le sequoie e i pini millenari, primo seme di un percorso che lo porta a pellegrinare e a cucire i margini di una storia umana, arborea e spirituale e a coniare concetti quali Homo radix, Dendrosofia e Silva itinerans.
Buddista agreste e nomade editoriale, in un quarto di secolo di attività, Fratus ha scritto per quotidiani e periodici – le rubriche Il cercatore d’alberi per La Stampa, Arbor maxima e La Dendroteca per Il Manifesto, Natura d’autore per La Verità, Con occhi di selva per La Repubblica – ed ha composto un vasto silvario compreso “tra la carta e la corteccia”, articolato in una quarantina di opere di poesia, saggistica, viaggio, narrativa e fotografia, pubblicate da editori di ampia diffusione e da marchi indipendenti; tra le sue opere si ricordano Alberi Millenari d’Italia (Gribaudo), Giona delle sequoie (Bompiani), Manuale del perfetto cercatore di alberi (Feltrinelli), L’Italia è un bosco (Laterza), Ogni albero è un poeta (Oscar Mondadori), Il bosco è un mondo (Einaudi), Sogni di un disegnatore di fiori di ciliegio (Aboca), Il libro delle foreste scolpite (Laterza), Sutra degli alberi (Piano B), I giganti silenziosi (Bompiani), Poesie creaturali (LDN), Manuale del giovane inventore di alberi e foreste (Gribaudo) e Agreste (Piano B).
Conduce passeggiate e meditazioni tra gli alberi, ha ideato trasmissioni radiofoniche, collabora con Geo di Rai 3 e le sue fotografie sono oggetto di personali.
La sua poesia è sostenuta dalla piattaforma europea Versopolis ed è stata tradotta in undici lingue e pubblicata in venti paesi.
Vive nella campagna piemontese.
Sito: Studiohomoradix.com

Alessandro Negrini
Pluripremiato regista e poeta, attivista per i diritti umani e animatore culturale è nato a Torino.
Ha trascorso la maggior parte degli anni ’90 viaggiando e scrivendo in Europa, sino a trasferirsi a Parigi e successivamente in Cile.
Nel 2001 si trasferisce in Irlanda, dove inizia la sua carriera cinematografica, e da allora vive e lavora tra Irlanda e Italia.
I suoi lavori più conosciuti sono una combinazione di documentari, fiction e poesia ed esplorano temi sociali e di confine attraverso un approccio poetico e onirico, ricevendo un grande riscontro di pubblico e di premi internazionali.
Definito documentario di poesia, Il suo film ‘TIDES (MAREE) – Storia di vite e sogni perduti e trovati (alcuni infranti)’ girato a Derry, in Irlanda del Nord, si è aggiudicato dalla sua uscita diciotto premi internazionali, tra cui il Premio Miglior Film ai Gold Movie Awards di Londra, il Premio Migliore Sceneggiatura al Teheran Documentary Festival.
Ha collaborato con il rinomato direttore della fotografia norvegese Oddgeir Saether (Direttore della fotografia in “Inland Empire” di David Lynch.) con il quale Alessandro Negrini ha già collaborato nel film documentario ‘Paradiso’, vincitore di 18 premi internazionali e prodotto dalla BBC e nel nuovo film di prossima uscita “La luna sott’acqua”.
Ha collaborato inoltre con rinomati sceneggiatori e produttori, tra cui Margo Harkin (Hush bye Baby), David Wingate (Sceneggiatore di “Fucking Amal) David Gothard (ex direttore artistico del Riverside Studios di Londra e del Abbey Theatre, Dublino) e Michael Seeber (A Good American).
Il suo ultimo film “La luna sott’acqua”, un film non convenzionale ed onirico improntato sulle vicende del disastro del Vajont, uscirà il prossimo autunno.
Di recente, il regista torinese e giramondo è stato selezionato da uno dei più importanti critici cinematografici italiani, Adriano Aprà, nell’ambito di “Fuorinorma”, un progetto e un libro che seleziona il miglior cinema sperimentale italiano degli ultimi 15 anni. Impegnato sul fronte dei diritti umani, Alessandro Negrini è stato Direttore Artistico delle Festa del Cinema dei Diritti Umani di Cosenza.

Syusy Blady
Syusy Blady, nome d’arte di Maurizia Giusti, è attrice, conduttrice, giornalista e regista. Molto ricca la sua carriera, soprattutto televisiva.
Ha partecipato a Mixer di Giovanni Minoli ed è stata autrice e conduttrice della trasmissione cult Lupo solitario.
Sua è l’ideazione del personaggio e dell’epopea della Tap model, che comprende tra le varie iniziative due omonimi e affollati concorsi di bellezza.
Ha preso parte alle due edizioni di La tv delle ragazze e ha poi raggiunto una grande popolarità con le molte stagioni di Turisti per caso e i suoi vari spin off, in coppia con Patrizio Roversi.
Come attrice ha preso parte al film di Federico Fellini “La voce della luna”.
Oggi continua la collaborazione con Rai e Mediaset con trasmissioni di viaggio, le più recenti dei quali “In viaggio con la zia” su Rai1 e “In viaggio con mia figlia” su Rete 4.
Come autrice ha scritto diversi libri, gli ultimi pubblicati: “I miei viaggi che raccontano Tutta un’altra storia” (Nexus e Verdechiaro Edizioni), il romanzo storico “Il paese dei Cento Violini” (Piemme) e “La Dea che creò l’uomo” (Uno Editori).

Un filmato che racconta la formazione del sistema solare secondo un antico mito babilonese. Syusy Blady racconta quali siano le ipotesi dell’origine del cosmo fino ad arrivare ad analizzare un’ipotesi sorprendente formulata in un libro di Marco Pesci: l’origine del sistema solare è artificiale!
Realizzato dall’artista digitale Lorenzo Mariani, con una tecnica di sovrapposizioni di campo in omaggio a Georges Méliès, di cui ricorrono 120 anni dal suo viaggio sulla luna, primo film fantascientifico della storia, si potrebbe definire un Méliès 2.0. Voce narrante di Martin G. Snidaro.
prodotto dalla BBC, vincitore di 18 premi internazionali
La cura del territorio non può esistere senza la cura del paesaggio umano, in un territorio dove tutti sono in modo eguale nuovamente cittadini. Anche quando, come in questo caso, la Storia ha trasformato le città da luoghi di incontro a luoghi di separazione, fatte di comunità “recintate”.
Siamo a Derry, in Irlanda del Nord: un gruppo di musicisti settantenni nati in un quartire ghetto protestante, capitanati dal cantautore Roy, decidono di mettere in atto quella parola -“cura” – sfidando lo status quo di un eterno presente fatto di recinti e separazioni:
il loro piano è tentare di fare qualcosa che sarebbe normale nel resto del mondo ma non ancora in Irlanda del Nord: organizzare una grande serata danzante e far ballare cattolici e protestanti nuovamente insieme.
Con un tocco di Buena Vista Social Club irlandese e un approccio poetico, il pluripremiato “Paradiso” ci porta dentro un colorito, malinconico ed ironico viaggio di “cura” che travalica i suoi stessi confini, dentro un quartiere che, nel suo probabile ultimo ballo, decide di non perdere un solo passo di danza.
Alessandro Negrini
Film Director / Screenwriter
www.alessandronegrini.com
di Mark Twain
Musiche originali di ALESSIO RICCIO
“Questa nuova creatura dai lunghi capelli comincia a darmi fastidio”
Adamo, un bel giorno, si ritrova a fare i conti con l’ultima arrivata. Eva, la nuova creatura bizzarra e fantasiosa suscita in lui sentimenti contrastanti, attrazione ma anche insofferenza.
Abbiamo giocato con questo classico della dinamica uomo/donna, immaginando Adamo ed Eva come una coppia contemporanea, elegantemente vestita e impegnata a districarsi tra le dinamiche talvolta tenere, altre volte taglienti e astiose nelle quali chiunque abbia conosciuto una relazione amorosa può riconoscersi.
Attraverso un intervento drammaturgico e musicale, abbiamo creato un dialogo serrato e brillante, punteggiato anche da quei silenzi che talvolta raccontano più di molte parole nella vita di una coppia; un intenso e vibrante intreccio fra due voci recitanti e musiche elettroniche composte appositamente per lo spettacolo ed eseguite dal vivo che accompagnano in maniera fiabesca, umoristica e commovente le vicende del primo uomo e della prima donna nel Giardino dell’Eden, fino a quando verranno scagliati bruscamente con un deciso cambio di registro musicale e interpretativo nel mondo amaro e terreno conseguentemente alla cacciata dal paradiso terrestre.
Ma è sulla terra che Adamo ed Eva impareranno ad amarsi, perché questa, in fin dei conti, è una storia d’amore.

SILVIA GUIDI
Diplomata presso la Scuola di Teatro Laboratorio Nove di Firenze e specializzata con Richard Gunther e Anton Adasinskij.
Ha lavorato in Italia (con Barbara Nativi, Claudio Morganti, Giancarlo Cauteruccio, Alfonso Santagata, Sergio Staino e Riccardo Massai) e all’estero, collaborando sia con drammaturghi che con studiosi della psiche. Con questi ultimi ha messo in scena performance dedicate a testi originali e a opere di autori di grande profondità, fra i quali Paul Celan, Franz Kafka e Rainer Maria Rilke.
Ha tenuto laboratori di performance presso Kantor Atelier, lo spazio diretto da Alexander Lonquich e dedicato a musica, teatro, psiche e arte in generale, e attualmente è direttrice artistica del C3 Lab di Firenze, dove alterna l’attività di performer e regista all’organizzazione di eventi teatrali e alla docenza.
FABIO MASCAGNI
Diplomato presso la Scuola di Teatro Laboratorio Nove diretta da Barbara Nativi a Firenze.
Laureato in Scienze Pedagogiche presso l’Università degli studi di Firenze.
Prende parte a laboratori teatrali guidati da Giancarlo Cobelli, Giorgio Barberio Corsetti, Sotterraneo, Marcello Bartoli, Serena Sinigaglia, Carmelo Rifici, Lucia Calamaro, Massimiliano Civica.
Per cinque anni è uno dei componenti della Compagnia Stabile del Teatro Metastasio di Prato diretta da Paolo Magelli. Ha lavorato, tra gli altri, con Cristina Pezzoli, Lina Wertmuller, Barbara Nativi, Angelo Savelli, Federico Tiezzi, Stefano Massini, Luciano Melchionna, Giancarlo Cauteruccio, Laura Curino, Maurizio Panici, Marco Plini, Guido De Monticelli, Licia Lanera, Alvia Reale, Massimo Castri, Valerio Binasco, Leo Muscato.
ALESSIO RICCIO
Batterista, percussionista e compositore elettroacustico, ha elaborato con soddisfazione il proprio percorso artistico fuori dalle convenzioni musicali. Considerato uno dei batteristi italiani più talentuosi della sua generazione, vanta numerosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero.
Suona e registra in tutta Europa con, fra gli altri, Ralph Alessi, Claude Barthélémy, Stefano Battaglia, Tim Berne, Carla Bley, Steve Coleman, Monica Demuru, Ellery Eskelin, Michel Godard, Catherine Jauniaux, Steve Lacy, Evan Parker, Dominique Pifarély, Ernst Reijseger, Michael Riessler, Elliott Sharp, David Shea, Chris Speed e Steve Swallow. È attivo nell’ambito della composizione per teatro e dal 2001 svolge attività di docenza presso l’Accademia Nazionale del Jazz “Siena Jazz”.